Diete su Facebook: stop ai tag selvaggi e alle promesse di dimagrimento miracolose

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Se digito “diete su Facebook” su Google, mi vengono fuori 1.150.000 risultati in 0,39 secondi.

Lo digito non perché mi voglia affidare ad una delle nuove guru dell’alimentazione, ma perché sempre più spesso vengo taggata in post, insieme ad almeno altre 80 persone, con cui mi si propongono programmi miracolosi, con perdite di peso miracolose, in tempi miracolosi.

E alle promesse irresistibili segue sempre un “msg pvt” da inviare all’autrice dei post.

Una cosa che non faccio, perché inoltre mi disturba.

Mi disturba per diversi motivi:

  1. una persona non è obbligata a stare a dieta (dimagrante);
  2. non credo che chi propone tali programmi abbia effettuato degli studi in materia;
  3. per autopromuoversi pubblicano giripetto e giricoscia delle proprie seguaci, in barba alla privacy;
  4. mi dà anche un po’ fastidio che questi non professionisti si vantino oltretutto di guadagnare lavorando da casa, senza orari e senza padroni. Vorrei sapere se emettono fattura.

Ma espresso il mio parere personale, vado oltre ed inizio a farmi un’idea sul perché questi fenomeni siano in crescita.

Leggo sul sito della Reuters che “le connessioni sociali aiutano a perdere peso”. L’articolo fa riferimento ad una ricerca che riscontra come “la perdita media di peso in 6 mesi è aumentata in maniera graduale dal 4,1% per i membri non in rete, al 5,2% per quelle con pochi (da due a nove) amici, al 6,8% per quelli connessi con la grande componente della rete, all’8,3% per quelli con alto radicamento social”. La risposta sembra essere questa, come si legge sul sito della Reuters: “People worry a lot about what happens online”, ovvero “La gente si preoccupa molto di ciò che accade online”. Questo mi preoccupa.

Veniamo ai costi. Su un sito che propone programmi dimagranti online a pagamento si possono spendere circa 12 dollari per una membership mensile, 49 per una annuale. Un sistema che ovviamente prevede una registrazione, meglio se tramite account Facebook o Google+. Mi chiedo, per tornare al punto 4, quanto può guadagnare una coach su Facebook?

Faccio ancora ricerche, partendo dalle stesse parole chiave su Google, e mi imbatto in un post pubblico su Facebook in cui si fa riferimento a dei prodotti. Scopro che esistono Kit dimagranti suddivisi per durata del programma. Scopro che il programma che va per la maggiore dura 25 giorni e nel titolo ha la parola coach (un tormento). Ma di cosa si tratta? Costa 50 euro e spiccioli. Bustine: tante bustine iperproteiche. E cosa si mangia? Caffè, the, yogurt e verdure. Ma le proteine? Nelle bustine!

Provo a seguire qualche discussione nei forum. Ma in più trovo le risposte delle coach che oltre a promuoversi ti garantiscono di diventare una persona migliore, a 360 gradi.

Credo che il risultato ci sia. Voglio dire, bevendo tisane e bustine… sarebbe un miracolo non dimagrire!

Vorrei sapere però cosa succede dopo, quando finiscono i programmi e le bustine. Il dopo del dopo che segue il prima. E poi, ignorantemente mi chiedo: sarà un’alimentazione equilibrata?

O forse basterebbe conoscere gli alimenti, gli apporti nutritivi e fare un po’ di sano esercizio, che oltretutto libera le endorfine e ci fa stare bene?

Una cosa però la voglio dire alle coach: dovreste assumere dei social media manager, perché il tag selvaggio non è la strada giusta.

AntoAntonella Criscuolo
antonellacriscuolo.com

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