Libertà e sicurezza: un ricordo lontano in un clima di paura

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VIAREGGIO E TORRE DEL LAGO – L’altro giorno, in riva al mare, mi è passata davanti una ragazza. Passeggiava, verso sud. Erano passate da un po’ le 7 di sera. Era sola e libera. Camminava senza costrizioni. Non aveva chiavi o borse con sé; non aveva un telefono in mano. È un po’ assurdo, lo so, ma mi ha colpito perché da un lato mi ha dato un senso di tranquillità, ma allo stesso tempo, in modo molto apprensivo, ho pensato: “Ma dove va da sola, a quest’ora?”.

E allora ho cercato di autocensurarmi, ma poi i fatti ti riportano alla realtà e pensi a come il mondo – non quello lontano ma quello che tu realmente abiti – sia cambiato. Da piccola andavo da sola a comprare il gelato. Alle elementari andavo a piedi a scuola, con mio fratello e la mia amica del cuore. Prendevo la bicicletta e facevo chilometri, da sola. Un po’ più grande ho iniziato a correre e mi facevo a piedi tutta la pineta, avanti e indietro, alle 7 di sera così come alle 7 di mattina. Solo qualche giorno fa, su quella stessa spiaggia dove quella ragazza passeggiava, un uomo è stato aggredito e derubato. E in pineta è avvenuto un omicidio.

In pochi anni tutto è cambiato.

Non manderei mai le mie figlie a scuola da sole. Mai le lascerei a casa senza un adulto. In pineta non correrei più. Ma neanche mi posso permettere di passeggiare con le mie figlie sulla strada principale del posto in cui abito, perché la settimana scorsa l’ho fatto e un uomo, ubriaco, ha cercato di avvicinarci. Quando si dice “la mia libertà finisce dove inizia la tua”.

Oggi leggo di un locale che, dopo decenni di attività, si vede costretto a chiudere. Costretto dall’impossibilità di far ripristinare la legalità. Prima si deve sopportare lo spaccio a cielo aperto. Poi si deve quasi diventare testimoni di un omicidio. Il limite è stato superato, ma mi domando se non siamo già arrivati al punto di non ritorno. Quali strumenti abbiamo, come cittadini? Quali tutele ci danno gli amministratori? Quale protezione ci possono offrire le Forze dell’Ordine? Leggo che ci sono dei fondi stanziati proprio per il recupero della pineta, per illuminazione, telecamere etc. Ma non è possibile che tutto muoia nel limbo della burocrazia? Una burocrazia che lega le mani a chiunque. O almeno così sembra.

Resta il fatto che guardandoci indietro viene molta tristezza. Pensare a come eravamo, alle possibilità e alla libertà che avevamo.

AntoAntonella Criscuolo
antonellacriscuolo.com

 

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