Approvata la legge contro il caporalato, Donati: «Un atto di civiltà»

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ROMA – La Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva la legge contro il caporalato. Sono previste pene non solo per il caporale ma anche per le imprese che sfruttano il lavoratore: fino a sei anni di carcere (che possono arrivare a otto se c’è violenza o minaccia) per chi commette il reato d’intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Oltre al carcere, il ‘caporale’ è punito anche con una multa da 500 a 1.000 euro per ciascun lavoratore reclutato, che possono arrivare fino a 2.000 euro per ogni lavoratore se vi è l’aggravante della minaccia o violenza. Queste alcune delle novità più importanti contenute nel provvedimento promosso da cinque ministeri: Politiche agricole, Giustizia, Lavoro, Economia e Interno.

«L’istituzione del reato di caporalato – afferma l’onorevole aretino Marco Donati – è un atto di civiltà del nostro Paese verso la fascia più debole dei lavoratori, troppo spesso sfruttati nell’indifferenza generale. Un fenomeno che non riguarda solamente l’Italia del Sud ma anche la nostra Toscana, come hanno evidenziato recenti inchieste giornalistiche».

L’articolo 9 della legge prevede la predisposizione di un piano d’interventi contenente misure per la sistemazione logistica e il supporto dei lavoratori che svolgono attività lavorativa stagionale di raccolta dei prodotti agricoli, nonché idonee forme di collaborazione con le sezioni territoriali della rete del lavoro agricolo di qualità. È sempre obbligatoria, inoltre, salvi i diritti della persona offesa alle restituzioni e al risarcimento del danno, la confisca delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato e delle cose che ne sono il prezzo, il prodotto o il profitto.

«Per la prima volta – conclude Donati – inoltre viene esteso il Fondo Antitratta anche alle vittime di caporalato. Uno dei retai più odiosi che possa essere commesso nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici».

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