Polizia Stradale: “Accogliamo con favore la risposta del dirigente, ma permangono dei dubbi”

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Consap Pantaleoni Gianluca Foto Letizia Tassinari

LUCCA – Accogliamo con favore il comunicato di risposta del Dirigente del Compartimento della Polizia Stradale Dr. Paolo Maria Pomponui fornito per il tramite stampa in quanto evidenzia, in questa sede, una maggiore apertura al dialogo con le Organizzazioni Sindacali. Di questo non possiamo che ringraziare anche i giornalisti, a riprova del prezioso ruolo che svolgono i mezzi di comunicazione.Tuttavia ci corre l’obbligo di effettuare alcune, doverose rettifiche”. Il Consap, a mezzo di una nuova nota stampa a firma del segretario nazionale Gianluca Pantaleoni, risponde al dirigente regionale della Polizia Stradale: “Innanzitutto, le belle parole ed i nobili propositi esposti dal Dirigente del Compartimento entrano in rotta di collisione con un irrefutabile dato di fatto L’Accordo Nazionale Quadro riconosce ai poliziotti solo 6 giornate all’anno per l’aggiornamento professionale (cioè lezioni teoriche) ed altre 6 per l’addestramento (esercitazioni di tiro e tecniche operative) Detto accordo significatamente chiama questi momenti col termine “aggiornamento” chiaramente intendendo che si tratta di una ripresa ed attualizzazione di già acquisiti elementi di conoscenza (novità normative, tecniche investigative, ed organizzazioni criminali, ecc) Se solo 6 le possibilità in un anno per “aggiornare” un poliziotto nel senso sopra inteso, va da sé che qualsiasi altra lezione, pur di interesse, sottrae al poliziotto un importante occasione per stare al passo coi tempi. Temi come la comunicazione efficace, l’ascolto attivo, ecc sono senz’altro affascinanti ma attengono ad una fase di cd “formazione”, come correttamente la chiama il Dirigente del Compartimento, la quale postula un plasmare qualcosa di inesistente, di non facente parte del bagaglio professionale ricevuto da un poliziotto, il quale non può certo diventare uno psicologo in 3 lezioni. A fortiori, poi, non ha senso che per fare ciò si ricorra a professionisti (sebbene di curricula notevoli) le cui specializzazioni poca attinenza hanno con le specificità del lavoro del poliziotto (es. mediazione familiare) e si sposti personale in servizio in una provincia distante 80/100 chilometri, in quanto il tempo d’aggiornamento giocoforza viene ad essere dimezzato dai viaggi di andata e ritorno. Ripetiamo, anche in questa occasione, che ci sembra una spesa inutile ed eccessiva, anche alla luce dei continui inviti alla razionalizzazione delle risorse provenienti dagli uffici dipartimentali. Ci sia concessa una domanda: se la coperta è corta, come è possibile che non si presti attenzione a questi fattori? Il Dirigente dottor Pomponio inoltre continua a rifiutare con incomprensibile ostinazione la possibilità di lezioni in videoconferenza, perché non agevolerebbero il contatto con il docente. Concezione, questa si anacronistica, in quanto noncurante del fatto che in questa modalità la Direzione Centrale  per gli Istituti di Istruzione della Polizia di Stato tiene addirittura dei corsi per formare il personale  per la progressione in carriera (alla importante qualifica di Ufficiale di Polizia Giudiziaria), mentre per parte sua, l’Amministrazione della Giustizia ammette da qualche decennio ormai la celebrazione in videoconferenza anche di importanti processi penali. Evidentemente, anche qualcun altro non la pensa come il Dirigente. Questo sindacato in tal senso  ha deferito la scadente e personalizzata gestione della Polizia Stradale Toscana al Capo della Polizia e al Prefetto di Firenze richiedendo un intervento deciso e mirato in denegata ipotesi nei prossimi giorni effettuerà una manifestazione di protesta davanti la Prefettura di Firenze”.

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