Polizia Stradale, il dottor Pomponio risponde al Consap

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polizia stradale

FIRENZE – Riceviamo e pubblichiamo integralmente la repilica del dirigente toscano della Polizia Stradale, dottor Paolo Maria Pomponio, alla nota stampa di ieri a firma del sindacato Consap e del suo segretario Gianluca Pantaleoni ( “Polizia Stradale toscana tolta dalle strade per lezioni socio familiari”  )

“L’articolo in questione riporta i contenuti di una nota, che sarebbe pervenuta a codesta testata giornalistica dalla CONSAP, organizzazione sindacale della Polizia di Stato.

Dalla lettura dello stesso emerge che per la CONSAP:

  • il…Compartimento Polizia Stradale Toscana…recentemente ha emesso un provvedimento sconcertante. Ha confluito le sessioni di aggiornamento professionale dell’intera Polizia Stradale Toscana presso il Compartimento…in Firenze…costringendo i poliziotti a..lunghe percorrenze chilometriche…gravando soprattutto sulle già precarie risorse economiche che l’Amministrazione attraverso i suoi cittadini deve faticosamente sostenere;
  • ….non si reputa oculata la scelta operata sui relatori dove tra questi prevale una…psicologa esperta in “mediazioni familiari”…;
  • …non si reputa oculata la scelta di un bonus pater familias che non ponga al centro dei temi dell’aggiornamento …tematiche attinenti alle politiche di prevenzione e repressione che devono sempre costituire i capisaldi della formazione di un buon poliziotto…;
  • …la professione de qua vive delle problematiche e dell’evoluzione di una società che spesso va più veloce di essa, ragioni che indurrebbero ad una maggiore resilienza i soggetti ….incaricati di tenere in efficienza il loro apparato organizzativo;
  • ..lo stesso dirigente del Compartimento…non ha accettato la proposta avanzata dal sindacato circa la possibilità di espletare …tali sessioni di aggiornamento professionale in videoconferenza… che al contrario di quanto sostenuto dal dirigente…non priva assolutamente i partecipanti dell’utilità che deriva da tale confronto…ma può avere anche il valore aggiunto di una interazione positiva attraverso un apparecchio video fonico che al contrario con il confronto diretto viene meno (Datemi una maschera e vi dirò la verità, Oscar Wilde”. In merito a quanto sopra, si ritiene utile fornire a codesta testata giornalistica alcune informazioni che, qualora divulgate, potrebbero consentire al lettore di avere un quadro di lettura più esaustivo sull’intera vicenda.

In tale contesto, si fa presente:

  • l’aggiornamento professionale costituisce un’esigenza irrinunciabile. Ciò non solo perché lo prevede il contratto di lavoro del personale della Polizia di Stato, ma anche perché la collettività ha il diritto di pretendere che l’operatore di polizia sia sufficientemente addestrato a far fronte, in modo ottimale, alle più disparate situazioni;
  • ogni poliziotto ha il diritto, ogni anno, di partecipare a 12 sessioni formative, sia teoriche che pratiche;
  • in ogni caso, anche se tale obbligo formativo non fosse imposto dal contratto di lavoro, questo Compartimento dedicherebbe comunque risorse ed energie per permettere al personale gestito di migliorare la propria professionalità, anche nell’interesse della collettività. E’ ritenuta una sfida, un impegno morale più che un obbligo di legge;
  • in tutti i contesti lavorativi, il personale gestito costituisce un vero e proprio capitale, sulla cui continua formazione occorre investire;
  • infatti, i più qualificati esperti nella gestione delle risorse umane attribuiscono al personale un valore incommensurabile, considerandolo la risorsa più importante tra quelle disponibili, su cui qualsiasi investimento in termini di formazione professionale non può essere mai abbastanza;
  • per tale motivo, questo Compartimento organizza giornate formative a tutto campo, prevedendo ovviamente incontri su temi specifici per l’operatore di polizia, quali tecniche operative, esercitazioni di tiro, omicidio stradale, polizia giudiziaria, etc;
  • tra gli argomenti da trattare vi è anche il tema della prevenzione e gestione del disagio dell’operatore di polizia;
  • tale tema è di fondamentale importanza, poiché impatta sul benessere del personale;
  • è questa la ragione per cui le articolazioni dipartimentali centrali hanno individuato detto tema come tra quelli da affrontare;
  • tra i formatori prescelti è stata individuata una psicologa, docente molto apprezzata presso alcune facoltà nazionali e con esperienza internazionale. La stessa, ma pure altri psicologi, hanno già trattato e continueremo a trattare con il personale della Polizia Stradale gli aspetti correlati allo stress lavorativo, alla gestione del conflitto, all’ascolto attivo, alla comunicazione efficace, etc..

Ciò premesso:

  • spiace constatare come gli sforzi organizzativi profusi da questo Compartimento per conferire maggiore impulso alla formazione del personale, come peraltro richiesto più volte anche dalla CONSAP, non siano stati apprezzati dalla stessa;
  • peraltro, limitare la formazione professionale solo a materie prettamente di polizia non è nel DNA di questo Compartimento, che immagina una Polizia Stradale vicina ai cittadini, immersa nel contesto sociale e non ancorata a concezioni, oramai anacronistiche, del poliziotto.

In relazione al ricorso alla videoconferenza, si evidenzia come tale sistema risulterebbe molto utile, in prospettiva, ma avrebbe una controindicazione. Infatti, priverebbe i partecipanti dell’utilità che deriva dal confronto diretto che si instaura tra loro e il formatore, il cui valore aggiunto è dato proprio da quella interazione positiva che, invece, i freddi apparati tecnici non consentono.

Sull’efficacia di un apparecchio video fonico per incontri su taluni temi, come quelli connessi alla psicologia relazionale, nonché sulla citazione all’immenso Oscar Wilde, si preferisce lasciare qualsiasi valutazione al lettore.

Infine, per quanto concerne le trasferte del personale a Firenze, questo Compartimento le dispone per coloro in cui favore viene erogata l’attività formativa, laddove il docente abbia dato la propria disponibilità a titolo gratuito nella città capoluogo di regione e non sia ipotizzabile una differente modalità”.

 

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