Rifiuti tossici e pericolosi a cielo aperto, sequestrato complesso industriale

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AREZZO – Questa mattina personale del Corpo Forestale dello Stato del Comando Stazione di Sansepolcro, del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale di Arezzo e del pool ambiente attivo presso la Procura della Repubblica aretina hanno posto sotto sequestro preventivo l’intera area dell’ex complesso industriale ”EX Fungaia” di Gricignano che si estende su di una superficie complessiva di 6 ettari. Il provvedimento giunge a seguito di accertamenti svolti nelle settimane precedenti assieme all’Arpat toscana.

Una realtà industriale molto nota nella provincia di Arezzo, dove per decenni ha rappresentato uno dei fiori all’occhiello dell’economia valtiberina, che si è trasformata in una discarica a cielo aperto per rifiuti tossici e pericolosi al punto da richiedere l’immediata perimetrazione e messa in sicurezza del sito.

L’aspetto più pericoloso è rappresentato dalle coperture in eternit dei capannoni, in gran parte danneggiate, che rilasciano nell’aria e nel suolo un ingente quantitativo di fibre aerodispersibili.

Oltre al fibrocemento, molti altri i rifiuti presenti: migliaia di metri cubi di substrati organici, cartoni, plastiche, legno, polistirolo, materiali isolanti, carta catramata, bidoni di olio combustibile e altro materiale di varia natura. Inoltre, tutti gli edifici del complesso sono fatiscenti ma liberamente accessibili nonostante l’area sia stata classificata come pericolosa anche dalle Autorità tecniche.

Le indagini, coordinate dal Pubblico Ministero dr.ssa Angela Masiello, proseguiranno per accertare la responsabilità in ordine ai reati di gestione illecita di rifiuti e discarica abusiva e per monitorare le fasi di messa in sicurezza e bonifica del sito. Si ricorda che da oggi l’area è interdetta all’accesso e ogni intrusione sarà punita penalmente.

Per il buon esito delle indagini si è rivelata fondamentale la collaborazione dell’Amministrazione Comunale di Sansepolcro che da subito si è dimostrata interessata ad avviare la messa in sicurezza di questa area facendosi carico delle prime misure di bonifica dell’amianto nonché fornendo al Corpo Forestale dello Stato la massima collaborazione anche per la custodia dell’area.

Con questa operazione il Corpo Forestale dello Stato conferma la propria natura di custode attento del territorio attraverso attività di polizia di prossimità e collaborazione con gli enti territoriali.

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