Elezioni a Forte dei Marmi, Maria Teresa Baldini ai “microfoni” di TGregione.it: “L’identità è bellezza”

0
Maria Teresa Baldini

FORTE DEI MARMI – ( di Matteo Baudone ) – Tempo di campagna elettorale in quel di Forte dei Marmi. Unica candidata a Sindaco donna è Maria Teresa Baldini.

Farò a lei la stessa domanda che ho fatto al candidato Murzi in occasione della presentazione del suo simbolo elettorale: le come vede Forte dei Marmi da qui al 2020?

Io Forte dei Marmi lo vedo sempre bene. È il paese in cui sono nata. Vedo comunque che c’è da darsi da fare. Come tutto il resto. Come del resto tutta l’Italia e come tutto il mondo chiedono il movimento, Forte dei Marmi deve muoversi. Deve muoversi se vuole mantenere quel livello e soprattutto quell’identità che ha sempre avuto: deve muoversi velocemente. Con modalità nuove.

Qual è il primo punto su cui agirebbe in caso di vittoria?

L’illuminazione.

Perché?

Perché Forte dei Marmi è un paese che ha bisogno di luce. Luce in tutti i sensi. Attraverso la luce e l’illuminazione si possono fare dei progetti che io presenterò e che sono progetti a costo zero per la popolazione, costi che vengono ammortizzati completamente. Ci sono delle nuove modalità, nuove tecnologie che permettono con l’illuminazione l’inserimento di sistemi di sicurezza come l’esempio di Milano, essendo io abitante di Milano da quarant’anni e oltre a questo consigliere regionale nella Regione Lombardia. Io ho intenzione di portare la mia attuale esperienza milanese qui a Forte dei Marmi.

Lei lascerebbe il posto di consigliere regionale in Lombardia in caso di vittoria?

No. Si tratta di una cosa compatibile e io credo la cosa che porterebbe valore aggiunto a Forte dei Marmi. Io posso portare Milano. Posso portare la Lombardia qui a Forte dei Marmi, dove sono nata e cresciuta. Credo che rispetto agli altri candidati sindaci, su questo punto, ci sia molta differenza. Alla fine saranno i cittadini a decidere cosa portare. Io credo che c’è bisogno di Lombardia a Forte dei Marmi. Posso ritornare al fatto dell’illuminazione? L’illuminazione credo possa servire a due cose. Da una parte rendere più visibile durante la notte il paese. E poi secondariamente si può costruire un sistema di videosorveglianza che porterebbe sicurezza come è successo in Lombardia e a Milano. Bisogna avere una percezione tangibile della sicurezza. Sia chiaro: io non sono per l’esercito. Però in qualche forma bisogna dare sicurezza. L’illuminazione è un deterrente incredibile. Una persona che cammina per la strada e vede intorno a sé ha una percezione diversa dell’ambiente. Qui al Forte ci sono delle zone che non sono illuminate. Come Via Viner: è incredibile come riesca una persona che abita lì a tornare a casa la sera d’inverno…

Lei non crede che questa sicurezza possa essere percepita da alcuni come un’eccessività?

La sicurezza è una cosa molto complessa. Da una parte c’è la percezione, dall’altra c’è la realtà. Secondo le esperienze che ho io, la sicurezza deve essere valutata da zona a zona e anche culturalmente. Basta fare un paragone tra la città ligure di Bordighera e la Francia: l’illuminazione oltre confine spinge ad uscire, a relazionarti con gli altri. Io credo che per fare sicurezza non ci vogliano delle persone che ti mettono paura come l’esercito. Ci vogliono persone che ti garantiscono che non accadano certe cose. Io metterei più persone che agiscono in silenzio e che prevengono certe cose. Però oramai ognuno dice la sua. Io credo che il punto di partenza sia illuminare. Poi mettiamo servizi di videosorveglianza, mettiamo persone che garantiscono una sicurezza. E poi diamo alla gente la possibilità di avere la propria sorveglianza personale collegabile con il resto del circuito.

Quindi non una sorta di Grande Fratello Orwelliano ma un sistema integrato con il resto del privato esistente…

Esiste questa possibilità. Lo presenterò qui a Forte dei Marmi. Coadiuvata da esperti del settore. E devo ammettere che ho un poco di difficoltà perché io già adesso sono una istituzione, anche se al di fuori del paese. Potrei chiedere dei dati a riguardo. Ma in quanto appartenente del movimento Fuxia People voglio basarmi sull’eticità dei comportamenti. Non ci si può basare solo sulla legalità, come adesso sembra essere la parola d’ordine. Si può essere legali fin che si vuole, ma alla fine è necessaria una eticità, non solo legalità. La cosa importante in queste elezioni sono anche le capacità che uno porta. Le capacità sono importanti. E soprattutto non con una visione disgregante, ma aggregante. Mi sono accorta qui che il centrodestra non è unito, ha una mentalità disgregante. Mentre invece la cosa importante è aggregare. Bisogna cementificare le idee, unire le idee.

Di cosa sta parlando in particolare?

Una persona fra tutte: Matteo Salvini. Io lo stimo e apprezzo moltissimo, è un caro amico che ho in alcuni casi aiutato volentieri senza avere nessuna tessera. Ma adesso perfino Umberto Bossi lo sta criticando. Le stesse persone comuni lo stanno criticando. Questa deriva in corso, questa disgregazione che si percepisce non porta a niente. Oggi bisogna unire forze diverse. Bisogna unire su dei punti forti. Non nascondiamoci dietro ad un dito: Forte dei Marmi è un paese turistico, che deve fare accoglienza. Non ho problemi su appartenenze diverse di etnia o religione. Ma chiunque venga viene, fa il turista e poi tranquillamente ritorna a casa propria. Su una cosa non sono d’accordo: sulla clandestinità che dobbiamo gestire e pagare noi.

Lei sarebbe favorevole ad ospitare migranti da ricollocare nel paese?

No. Per il semplice fatto che Forte dei Marmi è un paese turistico. Ha una prerogativa di questo tipo. E poi personalmente vorrei andare in fondo a questa cosa dell’accoglienza, che è una battaglia che porto avanti in Regione Lombardia. Le varie Onlus, che sono tante, prendono 35 euro al giorno per ogni migrante. E questa è una cosa risaputa. Alla fine al migrante singolo rimangono 2 euro e, come nel caso delle bestie, mi si passi il paragone, gli si da da mangiare, da bere e da dormire. Forte dei Marmi, come il resto del mondo, si basa sul lavoro. Sulla possibilità lavorativa e sulla capacità lavorativa. Che dobbiamo dare a tutti. Anche i disabili, con le loro famiglie alle volte devastate, devono avere una assistenza come ce l’hanno i migranti. Ci deve essere una integrazione funzionale. Ma per fare questo bisogna responsabilizzare l’amministrazione. Ci vuole gente che abbia una formazione se non di base anche universitaria. Perché poi nelle scelte che si fanno si vede la differenza…

Quindi lei sarebbe più favorevole ad aiutare i migranti nelle zone in cui si trovano piuttosto che accoglierli qua?

Questa secondo me è l’integrazione che si fa. Io in quanto chirurgo ho fatto sale operatorie in tutto il mondo. Il mio curriculum di medico in quattro continenti del mondo vuole significare questa mia scelta. Se noi portiamo qui persone in questo modo, con persone che ci guadagnano nell’accoglienza e nella gestione – ed è sicuro che ci guadagnano perché io so tutta la procedura e la spiegherò in campagna elettorale – poi dove si va a finire? Chi le va a vedere le cose che succedono nei campi migranti o dove questi soggetti risiedono? Chi si preoccupa di dare una assistenza sanitaria a tutti questi migranti? Io sono un medico. Sono il primo a dire che hanno bisogno di assistenza. Vacciniamo questa gente, curiamola. Qualcuno si preoccupa se questa gente è vaccinata o meno? Ma la gestione che se ne fa è sbagliata. Non si può prescindere dal fine ultimo di portare questa gente all’integrazione, come dicevo prima anche per i disabili.

Qual è il bersaglio attuale del movimento dei Fuxia People?

Certamente il ceto medio. Che dire piegato è un eufemismo. Non c’è più gente che lavora. Professioni come la mia o come altre parallele che un tempo vivevano se non bene per lo meno sopravvivevano; oggi non vivono più. La persona media che ha reso Forte dei Marmi con il suo lavoro quello che è oggi vorrei sapere come riesce a sopravvivere. La maggior parte si sposta: vende tutto e se ne va. Una domanda su tutto: è questo mantenere una identità? È l’identità il vero valore del territorio.

Quindi voi ripartireste dal ceto medio…

Ciò di cui ha sempre parlato Fuxia People è il ceto medio. Dal mio punto di vista è il ceto medio che mantiene la democrazia. Non bisogna naturalmente sottovalutare chi sta al di sotto del ceto medio, che va aiutato anche lui. Ma chi propulsivamente crea lavoro sul territorio è proprio il ceto medio, lasciando stare il grande industriale che naturalmente delocalizza e lì finisce. Forte dei Marmi è una realtà di questo tipo, tralasciando la vera povertà che ho potuto vedere e toccare con mano nella mia esperienza in Lombardia. Nelle periferie di Milano ho visto cosa è la vera povertà.

Per concludere: qual è il messaggio che lei vuol far passare per farsi votare in questa campagna elettorale?

L’identità è bellezza. E il portare avanti la propria identità, come quella di Forte dei Marmi, è un messaggio molto forte. È il messaggio che ho sempre cercato di portare avanti. C’è una forte sinergia con la Lega Nord in questo, perché il messaggio federalista è un messaggio fondamentale, dato che tantissime realtà forti nel mondo sono realtà federali. Tra cui l’Italia. Come si può pensare di paragonare realtà vicine a Forte dei Marmi che non sono come Forte dei Marmi? Sono realtà differenti che non possono andare d’accordo al 100%. In questo il federalismo: vicini ma diversi. I fortemarmini sono stati molto bravi a portare ai livelli dove lo hanno portato, in una visione nazionale se non internazionale, un territorio simile per certi versi a quello dei confinanti. Non si può quindi non ripartire da quella base senza tralasciare le giovani generazioni. Fuxia People vuole affiancare da una parte le giovani generazioni, dall’altra quelle più anziane. La cosa importante è unire.

Messaggio sintetico: L’identità è bellezza…

Si. L’identità è bellezza…

In bocca al lupo per la campagna elettorale

Crepi…

No comments

sei + 7 =

carabinieri

Furto ai Gigli, ladra bloccata

SAN PIERO A PONTI – I Carabinieri del Comando Stazione di San Piero a Ponti hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, con l’accusa ...