Strage, riprende il processo: la parola alla difesa

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strage viareggio foto di letizia tassinari

VIAREGGIO -Riprende questa mattina a Lucca, al Polo Fieristico, il processo per la strage di Viareggio del 29 giungo 2009. Dopo le richieste di condanna dei pm Giuseppe Amodeo e Salvatore Giannini, e le parti civili, la parola passa alla difesa dei 32 imputati della morte delle 32 vittime. Assemblea 29 giugno, e i familiari della strage, intanto hanno diffuso un volantino riguardante sia il disastro ferroviario che il licenziamento di Riccardo Antonini. Questo il testo integrale:

Volantino diffuso ieri, 18 ottobre, di fronte al Tribunale di Livorno da una delegazione di Assemblea 29 giugno e familiari della strage.
“Il 20 settembre 2016, dopo la requisitoria di ben 6 udienze, i pubblici ministeri della Procura di Lucca hanno emesso le richieste di condanna nel processo per il disastro ferroviario che provocò 32 Vittime, tra cui 3 bambini sotto i 4 anni.
16 anni per l’ex Ad di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti, 15 anni per l’ex Ad di Rfi Michele Elia; 13 anni per Giulio Margarita, direttore Sistemi di sicurezza della circolazione dei treni e dell’esercizio ferroviario; 12 anni per Gilberto Galloni, Ad di FS Logistica …
per un totale di 258 anni a 29 dei 33 imputati (per 4 è stata chiesta l’assoluzione).
Sono richieste importanti per quello che rappresentano i “lorsignori”; sono richieste leggere per le gravi responsabilità che hanno di fronte a 32 persone bruciate vive e ai feriti con ustioni dell’80-90% sul corpo. La sentenza di 1° grado è attesa per fine novembre.
Il 7 novembre 2011, Riccardo viene licenziato da Rete ferroviaria italiana (Rfi) “per essersi posto in un evidente conflitto di interesse con la società”.
Motivo: l’impegno a fianco dei familiari nella mobilitazione iniziata dopo la strage ferroviaria del 29 giugno 2009. L’accusa di aver partecipato all’incidente probatorio a titolo gratuito per familiari e sindacato è un bieco pretesto. L’accusa di aver offeso Moretti, Ad delle ferrovie, alla Festa del Pd a Genova il 9 settembre 2011, è un falso pretesto. La querela di Moretti contro Riccardo è stata archiviata dalla magistratura di Genova perché priva di ogni fondamento. Dopo che lo stesso Pm ne aveva chiesto l’archiviazione(!)
I giudici del lavoro, Luigi Nannipieri di Lucca (poi trasferito al Tribunale di Livorno) con sentenza del 4 giugno 2013 e Giovanni Bronzini (presidente), Gaetano Schiavone e Simonetta Liscio di Firenze con sentenza del 17 luglio 2014 hanno confermato il licenziamento perché Riccardo è stato dipendente infedele a Moretti, Elia, Margarita, Galloni, Soprano, ecc. Se un numero maggiore di ferrovieri fosse stato infedele a questi responsabili condannabili, non vi sarebbe stata la strage di Viareggio.
Questi giudici non hanno neppure creduto ai testimoni che hanno riferito le frasi pronunciate dal cav. Moretti il 14 settembre 2009 a Firenze, nella sede della Regione, quando dichiarò pubblicamente che quel ferroviere di Viareggio, prima o poi, lo avrebbe licenziato … Hanno, invece, creduto ai testimoni di Moretti: l’addetto stampa Federico Fabretti, l’autista e due addetti alla protezione aziendale (sigg. La Manna, Ragusa, Passaseo). Questi sì, che hanno mostrato e manifestato la loro fedeltà!
Obbligo di fedeltà, Codice etico, conflitto d’interessi, riservatezza … Di fronte all’immane tragedia del 29 giugno non sono altro che sciocchezze maldestramente costruite per avvalorare ed assecondare un licenziamento politico. Questi giudici hanno mostrato la loro sudditanza nei confronti di poteri forti e dimostrato disprezzo per le 32 Vittime. Il diritto d’informazione e la denuncia su sentenze vergognose sono un atto di giustizia e di umanità.
Se i Moretti, gli Elia, i Soprano … avessero avuto la coscienza e la responsabilità di adottare le azioni prudenziali, precauzionali, preventive e protettive, richieste dai ferrovieri dopo innumerevoli incidenti, la strage di Viareggio sarebbe stata e-vi-ta-ta!
 
Dimissioni per Moretti&company! Reintegrare Riccardo e i ferrovieri licenziati!
NO alla prescrizione per Viareggio!
L’unica lotta persa è quella che si abbandona!”

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