Aspirina e penicillina: ecco come si curava l’uomo di Neanderthal

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di Marta Del Nero – Anche i Neanderthal si curavano con aspirine e antibiotici: gli antenati dei moderni e comuni farmaci, formati da un mix di piante dalle mille proprietà benefiche, sono infatti stati ritrovati nella placca dentale di alcuni esemplari dell’antica stirpe.

Merito della scoperta va a uno studio dell’Università australiana di Adelaide, pubblicato sulla rivista scientifica Nature, realizzato dal gruppo di ricerca coordinato da Laura Weyrich.

Il team, dopo aver raccolto ed analizzato la placca batterica indurita di tre ominidi provenienti da diverse zone d’Europa (in particolare Belgio e Spagna) è potuto risalire sia alla tipologia di dieta da questi ultimi seguita, sia ai microbi presenti nel loro organismo.

Grazie, infatti, alla conservazione del microbioma (“comunità batteriche e micotiche che vivevano sul corpo e nell’organismo degli individui”), i ricercatori hanno potuto estrarre e studiare il DNA di cibo e microbi ritrovati nel sedimento dentale dei tre resti di Neanderthal, così da rivelarne stili di vita e tendenze alimentari.

“Con la medicina moderna- spiega Laura Wyrich- studiare gli effetti di diete diverse sul microbioma è davvero complicato: sarebbe infatti necessario far mangiare la stessa cosa a milioni di persone per mesi. Invece- prosegue-, usando come modelli di partenza i Neanderthal, oggi possiamo stabilire quali delle loro abitudini poteva provocare modifiche nel loro microbioma.”

Una dieta carnivora a base di rinoceronti lanosi e ovini selvatici, dunque, quella degli esemplari belgi, molto diversa dalla “scelta vegana” seguita dagli omini spagnoli, a quanto pare ghiotti di muschio, pinoli e funghi.

Ma questo non è tutto. La scoperta “ci offre-infatti- un quadro dell’ampia varietà di elementi a cui erano esposti nella loro vita quotidiana, tra cui le malattie e i rimedi che usavano per combatterle”. Ha commentato la microbiologa.

Tracce di corteccia di pioppo, da cui si estrae la sostanza cardine nella produzione dell’aspirina, ovvero l’acido acetilsalicilico, nonché di fungo penicillino, da cui deriva la penicillina, sono state, infatti, ritrovate nel microbioma di un esemplare adolescente presente in Spagna.

Come evidenziato da David Caramelli (Dipartimento di Biologia dell’Università di Firenze), “è probabile che queste sostanze fossero state assunte proprio a scopo di automedicazione”, considerato l’ascesso dentale e l’infezione intestinale che avevano colpito il giovane.

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