Una Ricerca durata 32 anni lo conferma: l’aspirina aiuta a prevenire il cancro

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di Edoardo Altamura – Assumere giornalmente acido acetilsalicilico, commercializzato in compresse con il nome Aspirina, secondo uno studio dei ricercatori del Massachusetts General Hospital e dell’Harvard Medical School di Boston può ridurre i rischi di morte e l’insorgenza di determinati tipi di cancro.

«Sono molte ormai le prove che suggeriscono come l’aspirina non solo diminuisca il rischio di sviluppare il cancro, ma possa anche giocare un ruolo significativo nel ridurre le morti per cancro» spiega Yin Cao il coordinatore della ricerca condotta dal 1980 al 2012 su ben 86mila persone e che, insieme ai dati di un altro studio su 43mila uomini portato avanti dal 1986 al 2012 dall’Health Profssionals Follow-Up Study, ha dimostrato al meeting annuale dell’American Association for Cancer Research il fattore preventivo nella lotta al cancro dell’aspirina.

È stato infatti dimostrato che con un uso minimo ma regolare di aspirina la mortalità per le donne si riduce del 7% e per gli uomini dell’11%; per quella relativa al cancro la diminuzione è rispettivamente del 7% e del 15%. Inoltre è stata dimostrata una riduzione del 31% per le donne e del 30% per gli uomini del pericolo di morte per tumore del colon-retto e per le prime un ulteriore – 11%  del cancro al seno e per i secondi – 23% di quello alla prostata. Tali valori percentuali sono quantificabili, in relazione ai quasi 130mila individui coinvolti con 22.094 relativi alle donne e 14.794 agli uomini decessi nei 32 anni studio, dei quali 8.271 per le prime e 4.591 secondi avvenuti per cancro.

Più che una scoperta, questo studio si può considerare un’ulteriore conferma: in una notizia del 2013, aggiornata però questa settimana, della Fondazione Umberto Veronesi, si legge «lo testimoniano diversi studi scientifici: l’aspirina, specie a basso dosaggio cardiologico (100 milligrammi al giorno), è stata associata a una prevenzione del tumore del colon e di altri tumori di tipo adenocarcinomatoso molto frequenti (di derivazione dalle cellule ghiandolari) come polmone, apparato digestivo, tra cui il fegato».

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