Dalla violenza di genere alla violenza contro le donne: 2° puntata

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VIAREGGIO – ( di Patrizia Mascari ) – Nel 1993 la Conferenza Mondiale delle Nazioni Unite riunita a Vienna, ha così definito la violenza contro le donne: “qualsiasi atto di violenza fondato sul genere che comporti, o possa comportare, per la donna danno o sofferenza fisica, psicologica, sessuale, includendo la minaccia di tali atti, coercizione o privazione arbitrarie della libertà, che avvengano nel corso della vita pubblica o privata”.

La violenza verso le donne è un fenomeno esteso e che contamina spesso la relazione intima, i numeri dicono che sono circa 2 milioni 800 mila  le donne che  hanno subìto violenze fisiche o sessuali dal compagno o ex partner. Sono proprio questi ultimi, non di rado, a commettere le violenze più gravi: il 62,7% degli stupri è commesso da un partner attuale o precedente.

I dati dell’Organizzazione Mondiale della Salute  indicano che nel mondo circa il 35% delle donne sia interessata da una qualche forma di violenza fisica o sessuale nel corso della vita: dallo stalking alle molestie, all’essere oppressa e subire imposizioni legate al suo ruolo di donna. La violenza verso il sesso femminile comprende varie forme: oltre alla violenza fisica, psichica e l’abuso sessuale, si annoverano inoltre pratiche culturalmente radicate come mutilazioni dei genitali, matrimonio forzato, traffico e sfruttamento sessuale.

In Europa pare siano più a rischio alcune categorie di donne: laureate, diplomate, dirigenti, imprenditrici, quelle in cerca di occupazione, sul posto di lavoro spesso si realizza una particolare forma di molestia chiamata mobbing. Quest’ultimo si sostanzia in azioni di terrorismo psicologico esercitato attraverso condotte aggressive, vessazioni, da parte di colleghi di pari grado, inferiore o superiore.

La maggior parte degli stupri, secondo le statistiche, è compiuto dal partner  o comunque avviene nell’ambito familiare; sembra che solo nel 24,8% dei casi la violenza sia opera di uno sconosciuto. Oltre nel 90% dei casi la violenza non viene denunciata;  1 milione e 400mila donne ha subito uno stupro prima dei 16 anni e il dato sconcertante riguarda la percezione che le donne hanno del fatto:  solo il 18,2% delle donne ritiene che l’atto subìto sia un reato, mentre il 44% lo giudica semplicemente “qualcosa di sbagliato” e ben il 36% solo “qualcosa che è accaduto”.

Non sarà superfluo ricordare che la prima causa di morte delle donne dai 14 ai 44 anni è la violenza subita da un uomo. Spesso le violenze avvengono anche quando la donna è incinta, il maltrattamento durante la gravidanza è la principale causa di anomalie prenatali e mortalità infantile. Una gran parte degli abusi sessuali avviene nell’arco dell’infanzia-adolescenza: circa il 30% di bambine e ragazze ha subito molestie o violenze, dai palpeggiamenti intimi fino allo stupro. Per quanto riguarda le violenze sessuali al di fuori dalla famiglia o della coppia, gli autori sono quasi sempre uomini che la donna (la bambina/adolescente) conosce: amici di famiglia, vicini di casa, insegnanti, compagni di scuola o parenti. Paradossalmente mentre si insegna a temere la strada, gli sconosciuti, il buio, le zone pericolose della città e via dicendo, la maggior parte degli abusi si compie entro le mura domestiche o nei suoi paraggi.

In generale si può concludere dicendo che il fenomeno violenza verso le donne è trasversale: prescinde dal livello di scolarizzazione, dal ceto sociale di appartenenza e non conosce limiti di latitudine/longitudine geografica.

RUBRISEX è tenuta da:

Patrizia Mascari, Psicologa, Consulente di coppia è Professore a.c. UNIFI, Autrice di numerose pubblicazioni, tra cui “L’immaginario, Fantasie e Sessualità’ ed. Franco Angeli.  Per ulteriori informazioni  la dottoressa è contattabile all’indirizzo e-mail: pamasca@tin.it.

Luca Lunardini è Medico-Chirurgo, Specialista Urologo con incarico di Alta Specializzazione in Andrologia, è dirigente medico presso la Unità Operativa di Urologia della A.S.L. 12 Versilia. E’ contattabile, per qualsivoglia approfondimento, via email al seguente indirizzo: luca.lunardini1@tin.it

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