Alan e Leonardo, quando l’onda ti porta lontano

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PERTH (Australia) (di Alberto Pardini) – Alan e Lillo sono due amici uniti dalla passione per il surf. Ad un certo punto della loro vita i due ragazzi sono in acqua, a cavallo delle loro tavole, in attesa di un’onda qualsiasi che gli permetta di dare uno scopo alla loro giornata; intorno a loro un mare avaro capace di regalare solo piccole soddisfazioni. Poi la svolta: lo stallo generale è rotto da un’onda importante, forse anche più grande di quanto i due desiderassero, una di quelle che chiedono coraggio e voglia di rischiare per essere cavalcate. Un’onda per cui i due al momento forse nemmeno sono preparati. Il primo a rompere gli indugi e lanciarsi è Lillo, che dopo la remata riesce nel drop e si prepara per la prima virata; vedere l’amico alzarsi sulla tavola dà coraggio anche ad Alan, che lo segue, riuscendo anche lui nel take-off.

I protagonisti della nostra storia di oggi sono Alan Badran e Leonardo “Lillo” Fiordi, due ragazzi rispettivamente classe ’94 e ’93 che hanno trovato fortuna nella capitale dell’Australia Occidentale, Perth, città giovane – fu fondata nel 1829 – che ha avuto il suo boom solo a fine ‘800 con il ritrovamento nelle vicinanze di alcuni filoni d’oro, e che da sempre è considerata la capitale australiana dell’industria tessile. Il caso vuole che sia gemellata con la città toscana di Lucca.

Entrambi hanno frequentato l’Istituto alberghiero Marconi di Viareggio e si sono fatti le ossa con lavori occasionali e stagionali: «ho fatto un po’ di tutto, dal cameriere al bagnino» racconta Alan, mentre Leonardo ha iniziato come pizzaiolo prima di passare in cucina, «ho fatto il cuoco per tre anni» ci dice. Poi la svolta: «nel novembre del 2013 ho deciso di dare una smossa alla situazione e di raggiungere mia cugina a Perth, dove viveva e studiava, di modo da potermi fare un’importante esperienza all’estero ma al contempo avere un punto di appoggio – ricorda Leonardo – il mio inglese non era dei migliori, non nego di essere partito con un po’ di paura, ma avevo anche tanta voglia di imparare e mettermi in gioco».

La scelta si rivela felice. «Dopo qualche settimana ho trovato il mio primo impiego e l’Australia ha iniziato a rivelarsi un bellissimo posto in cui vivere, soprattutto anche perché è uno dei migliori posti dove fare surf, la passione mia e di Alan» continua Leonardo, che proporrà quindi all’amico di seguirlo nella sua avventura. «Non senza qualche timore ho deciso di partire, anche di fronte a qualche sfottò degli amici che scommettevano su un mio ritorno in tempi brevi, sia per il mio inglese molto scarso sia per la mia tendenza a non stare mai troppo lontano da casa» prosegue Alan, «ho iniziato a lavorare come lavapiatti e dopo solo sei mesi sono diventato aiuto cuoco per altri sei mesi, da qui è nata una sorta di passione per la cucina che mi ha portato a migliorare e ad avere da due anni un contratto full-time come Chef de Partie con sponsorship in un ristorante». Stesso destino per Leonardo: prima cuoco in vari ristoranti e da due anni contratto full-time come Chef de Partie.

Il primo resoconto di questa esperienza è senz’altro positivo: «viviamo qua da 3 anni, abbiamo il nostro lavoro e la nostra casa in affitto – raccontano – ci sentiamo pienamente appagati sia umanamente che professionalmente in una realtà che ci piace: il sistema australiano ci fa lavorare sodo e fare esperienza ma al contempo abbiamo tempo libero in abbondanza da dedicare ai nostri hobby». Proprio parlando di “sistema” Alan e Leonardo ci spiegano le differenze rispetto all’Italia in campo lavorativo e fiscale: «tutto un altro mondo: innanzi tutto qua puoi imparare un mestiere senza avere esperienza, lo stipendio, più alto che da noi, arriva puntuale ogni due settimane ed è subito disponibile sul conto corrente e come in altri paesi anglosassoni l’uso della carta è diffusissimo anche per le piccolissime spese – spiegano – abbiamo inoltre due giorni liberi obbligatori a settimana». Alan e Leonardo hanno parole di elogio anche per gli australiani: «gentili, cordiali e sempre pronti ad aiutarti».

Dove deve lavorare l’Italia. «Al momento non possiamo competere con l’Australia in questo campo, dovremmo soprattutto dare più opportunità ai giovani e cambiare totalmente il sistema di immigrazione, che qua è severissimo e articolato in vari permessi legati all’attività lavorativa che viene svolta – spiegano – dopo le “fattorie obbligatorie” i nostri ristoranti ci hanno offerto la sponsorship, una sorta di sponsorizzazione dell’attività che ti dà lavoro e che può portare in futuro alla residenza e alla cittadinanza, che passa però attraverso un esame di lingua molto impegnativo. Va detto che l’italiano, almeno qui, è visto di buon occhio». E proprio la cittadinanza australiana, ad oggi, è l’obbiettivo dei due ragazzi, che però non chiudono la porta ad altre esperienze.

«Stare lontani da casa non è facile, la nostalgia di famiglia, amici e cibo(!) è forte e può far vacillare, ma ci sentiamo davvero di consigliare un’esperienza all’estero perché  permette di crescere tantissimo e apre porte che magari nemmeno pensavi potessero esserci – concludono Alan e Leonardo – magari un giorno torneremo in Italia se le condizioni lo permetteranno, e chissà che non apriremo lì un nostro ristorante, è una sorta di piano B che teniamo nel cassetto».

Ad Alan e Leonardo un sentito ringraziamento e i migliori auguri da parte della redazione di TgRegione.it.

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