Maratona di New York, Leonardo Cenci il nostro eroe italiano

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NEW YORK – ( di Eleonora Pieroni ) – “The last one, you get it” … “È l’ultimo, ce la fai”!!!  La gente, ai bordi della strada, continua ad incitare senza risparmio questa marea di piccoli grandi eroi, ognuno con la propria storia da consacrare attraverso il sacrificio, ognuno con la volontà di rendere epico questo momento della propria vita. Te l’avevano detto che a New York la gente dà una spinta particolare, ma finché non lo vedi e non lo senti, non puoi credere che sia una spinta così potente. Lungo il percorso hai anche il tempo di notare un cartello ti strappa un sorriso, c’è scritto “Se Trump può correre puoi farlo anche tu”. La cosa che però non ti avevano detto è che New York è tutta in salita, sembra una battuta ed invece, lungo la Quinta Strada, nella parte che costeggia Central Park, capisci che è una sofferta verità. Uno strazio per i muscoli, con l’acido lattico che cancella dalla mente ogni ricordo, questa è una gara maledettamente straordinaria, fatica e felicità si mescolano. La corsa diventa una sfida con te stesso, i chilometri sono sempre meno, ma la fatica diventa opprimente, i muscoli domandano pietà, tre miglia, due miglia, sei arrivato all’ultimo miglio, un chilometro e seicento metri e la “TUA” maratona di New York si concluderà con una medaglia.

Sono gli ultimi 350 metri, un giro di pista scarso, arrivi con le braccia al cielo, il tempo non conta piu’ nulla, poteva andarti meglio, ma poteva anche andarti peggio, arrivederci New York, non è finita qui.

Anche quest’anno le oltre 2900 persone hanno reso il contingente italiano il più numeroso dopo quello  degli statunitensi, piu’ di 2700 sono gli italiani transitati sotto il traguardo di Central Park.

Dicono che il maratoneta al 30 kilometro pensi di essere morto, al 35 desideri di essere morto, al traguardo realizzi di essere diventato troppo duro da ammazzare.

Così quest’anno il mio piccolo grande eroe è Leonardo Cenci, un Perugino di 43 anni che da 4 anni lotta contro un cancro al polmone al quarto stadio, con metastasi celebrali ed ossee, incurabile ed inoperabile.

“Leonardo è il primo italiano della storia a correre una maratona con il cancro in atto”

Quando il 9 agosto del 2012, a soli 39 anni, gli fu diagnosticato il tumore, i medici gli dissero che avrebbe potuto vivere al massimo 4/6 mesi, grazie alla sua tenacia ed alle cure più recenti, Leonardo è arrivato sin qui pieno di energia e determinazione, questo per lui non è un traguardo ma solo una partenza.

“Tutto pronto e tutto vero! – aveva scritto Leo sulla sua pagina Facebook –  Sarò il primo italiano ed il secondo di sempre ad affrontare una maratona con il cancro, e per me solo questo è già motivo di orgoglio per rappresentare l’Italia, l’Umbria, e la mia amata Perugia, ma la cosa che mi gratifica di più è di poter essere preso come esempio e dimostrare al mondo che nonostante il cancro si può e si deve andare… AVANTI TUTTA”.

Leonardo infatti è il Presidente di “Avanti Tutta Onlus”, l’associazione nata il 13 giugno 2013 dalla passione per lo sport di quest’uomo che ha la corsa nel cuore, lo slogan dell’associazione è …Combattere il cancro… si può… si deve! «Come dimostrano i più recenti studi scientifici, il cancro è e sarà sempre più una malattia curabile ed il successo è da attribuire alla prevenzione, intesa come miglior alleato per far migliorare la qualità della vita dei malati affetti da questo male». La mission di Avanti Tutta Onlus è dare dignità ai malati di cancro, promuovere la pratica sportiva nei protocolli di terapia contro la malattia ma anche favorire una campagna di solidarietà per acquistare materiale per il reparto di oncologia dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia. Il sostegno a Leo per questa impresa è arrivato da tutta Italia ma in particolare dalla sua Perugia: “Corri Leo, corri per i tuoi malati, – gli ha scritto l’assessore comunale Michele Fioroni – corri per tutti quei bambini per cui sei un modello, corri per chi non ha coraggio, per chi ha perso una casa, per chi la mattina si sveglia senza prospettiva di un futuro, ma corri anche per la tua città, corri per Perugia. Leonardo Cenci orgoglio cittadino”.

Ed io che sono di Foligno e ormai cittadina di New York da tre anni, sono orgogliosa della grande vittoria di Leo, arrivata in tempo nella grande mela a tifare per lui! Anche io nel mio piccolo cerco di sostenere la sua iniziativa ‘Avanti tutta’ come già ho fatto la scorsa estate a Cascia presentando la serata ‘Aestivum Festival’ che insieme al carissimo amico Massimo Zamponi e l’organizzazione di Enrico Brazzini ha ottenuto un grande successo.

Alla fine Leonardo ce l’ha fatta, ha concluso la maratona in 4 ore, 27 minuti e 57 secondi, ed ha anche battuto il record di 5 ore, 32 minuti e 34 secondi che era di Fred Lebow, che corse con un cancro al cervello.

La sua medaglia è simbolo di vita, di forza di volontà, un esempio per tutti noi

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