100 giorni a Jova Beach:”saremo migliaia, davanti al mare.”

VIAREGGIO -Si suona, si balla, si fa il bagno, ci si sposa.  Una delle idee più rivoluzionarie è attese dei grandi live. Una cosa è certa, il ragazzo di Cortona non finisce mai di stupire con la sua voglia di rinnovarsi.

Jovanotti significa aprire nuovi orizzonti nel panorama degli spettacoli live in Italia.

JOVA BEACH PARTY 2019, una serie di eventi per ballare sotto il sole, con i piedi sulla sabbia, il costume addosso e la “protezione zero spalmata sopra al cuore”.

 

” È un progetto allo stesso tempo semplice e istintivo da immaginare ma difficile da realizzare. Niente di innovativo è mai facile, e la prima volta è sempre la più complessa perché si procede senza mappe e senza poter dare niente per scontato. Per usare una metafora nautica, visto che il mare è il nostro totem, siamo salpati verso l’orizzonte senza poter prevedere quasi nulla ma cercando di essere pronti.”

Esordisce così il cantautore italiano più folle di sempre, sul suo profilo Facebook. Ci delizia con un racconto, con un banale ‘dialogo fatto sul marciapiede’ , di quelli in cui non ti limiti a dire “grazie, tutto bene“, ma racconti, racconti senza inibizioni. Parli e ti metti a nudo come fosse il ‘giorno della liberazione’ (quella interiore, per intendersi).

“=Quale la difficoltà maggiore?

=Quella di coniugare l’idea di un grande evento mobile che riunisce una marea di gente in festa alla pratica di quella che chiamano “economia circolare”. […] Oggi le cose importanti succedono lungo le frontiere in tutti i sensi, niente che sia rilevante può accadere senza che ci si spinga al margine e lo si esplori, e la spiaggia è il “bordo” per eccellenza, piedi sulla sabbia e sguardo verso l’orizzonte. Nessuno si sdraia sulla spiaggia rivolgendosi verso terra, questo dice molto. C’è bisogno di uscire dalla logica dei buoni contro i cattivi in cui però ognuno comodamente si considera parte dei “buoni”. È necessario invece includere tutti quelli che vogliono mettersi in viaggio verso il futuro. […]

A mezzo secolo da Woodstock e dallo sbarco sulla luna questo per me è il nuovo tema di chi oggi vuole un futuro migliore, che non è più il futuro sognato 50 anni fa ma lo spirito è simile. E’ bello pensare che in uno stato di immobilità con Jova Beach nasca qualcosa di nuovo. È tutto da dimostrare se questo sia possibile ma ad oggi la scommessa è questa e vorrei vincerla insieme a chi verrà a Jova Beach, e in quel caso avremo davvero cambiato un po’ il mondo mostrando una prospettiva diversa, e ci saremo anche divertiti da pazzi.
=perché nelle spiagge?

La scelta di essere nelle spiagge è simbolica, la spiaggia è la frontiera ancestrale ed è il luogo in cui siamo una versione diversa e più naturale e di noi stessi , la vita stessa nasce nel mare e quando è passata sulla terraferma il salto è stato enorme, e noi balleremo proprio lì, dove è avvenuto il salto. Saranno feste anfibie, anzi di più, perché la nuova specie vive in acqua a terra e in aria attraverso le reti digitali. Occupa le tre dimensioni.
[…] Bisogna essere matti, ma per me il senso di una rinascita in tempi di cinismo, risentimento e di abbandono del desiderio di meraviglia passa dal tentativo di pensare in modo nuovo, totalmente nuovo, anche il mio lavoro e quello di chi è coinvolto. Oggi l’unica politica che mi interessa è fare bene il mio lavoro con una bella squadra di persone, guardando solo al futuro e alle sue infinite possibilità.
Sono stanco di sentir dire che non ci sono più sogni, e ognuno ripiegato su una visione chiusa del mondo, con qualche raro momento di sfogo. Non ci sto, io ho un sacco di sogni , li ho sempre avuti ma oggi che le certezze sono a zero ne ho ancora di più. Voglio coltivare l’entusiasmo, anche se dovessi essere l’ultimo cantante al mondo a pensarla così. Una cosa come Jova Beach può essere un’esperienza di quelle che ti caricano per tutto il resto dell’anno, e sarà così!

=Un progettino per niente ambizioso…

=È per le persone che hanno voglia di passare una giornata mitica. Il mio è un grande pubblico sia per numero che per spirito e l’esperienza la vivremo insieme e sarà per tutti noi un’avventura.
In realtà non si tratta di fare una cosa arrogante, al contrario Jova Beach è un’idea semplice anche se complessa da organizzare : una grande festa sulla spiaggia dove ognuno viene a celebrare la vita e lo spirito del rock’n’roll , e la vita non esiste senza un rapporto intenso e creativo con l’ambiente. Non é una festa con la spocchia “ambientalista” , é una festa e basta, il punto è che oggi non può esserci una vera festa che non tenga conto dell’impatto ambientale. E’ fondamentale rinunciare a tutti gli “ismi” e finalmente renderci conto che siamo davvero sulla stessa barca, anche se cambiamo barca di continuo, si tratta di una iperbarca dove però ci siamo sopra tutti.

=Come è stato riprendere il controlla di una consolle alle prove in fortezza?

=La cosa più naturale del mondo, la consolle è stato il mio primo strumento musicale e riprenderlo in mano è una fIgata assoluta, mischiarlo con il suono della band genera una vera bomba sonora. Oggi la consolle rispetto a quando ero un dj nei locali è diventata un’astronave con potenziale creativo impressionante. In certi momenti delle prove ho raggiunto davvero l’orgasmo cosmico e non posso immaginare come sarà quando saremo migliaia, davanti al mare, sul bagnasciuga, con l’impianto a palla, il sole, il tramonto, il ritmo giusto, il vento, l’estate. Li ci renderemo conto che siamo vivi e che questo è pazzesco. OhYeah.”

Vari palchi, ospiti sempre diversi per ogni data, consolle per dj set, artisti, spazi per i bambini.Più di un concerto, più di un tour, più di una festa.

Ci sarà la musica, i balli, i sorrisi e le lacrime.

Ci sarà il mare, sarà estate.

E d’estate, tutto è possibile  

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