118 al posto della guardia medica dopo mezzanotte: “Si rischia il patatrac”

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TOSCANA – A livello nazionale la sanità by night si prepara a cambiare pelle, con il 118 che potrebbe essere chiamato a coprire anche la tipologia di servizio attualmente coperta dalle guardie mediche. Secondo il Vicepresidente della Commissione sanità Stefano Mugnai (capogruppo e coordinatore regionale di Forza Italia), senza ritocchi verso l’alto della situazione del 118 si andrebbe verso la frittata di mezzanotte: «Il riassetto viene contrabbandato per potenziamento dell’assistenza – attacca – ma in realtà siamo davanti a un taglio lineare, con l’assistenza e il soccorso che dopo la mezzanotte rimane affidato per intero, dal raffreddore all’attacco cardiaco, ai mezzi del 118. Dinanzi a un simile scenario di prospettiva – afferma Mugnai – o in Toscana si potenzia il 118, anche e soprattutto stabilizzando finalmente il personale attualmente tenuto in regime di precariato permanente, o si va verso il collasso dell’assistenza sanitaria notturna in emergenza e non, oltre che al prevedibile intasamento ulteriore dei pronto soccorso che rimangono il solo punto di riferimento per i cittadini che magari trovano l’equipaggio di 118 già impegnato».

«Il servizio di emergenza-urgenza – prosegue Mugnai – mantenuto su questi standard sta già autotirandosi per i capelli, confidando spesso sull’abnegazione dei propri operatori. Come potrebbe reggere l’impatto di un’implementazione dell’attività con l’assorbimento di quella attualmente svolta dalla guardia medica. Qui per risparmiare si raschia il fondo di un barile fatto di pelle: quella dei cittadini-pazienti e quella degli operatori del soccorso che ubiqui ancora non sono. Con gli attuali numeri di uomini e mezzi, in Toscana l’operazione condannerebbe il 118 all’insufficienza, con medici costretti a non intervenire su teatri d’emergenza perché impegnati con un paziente influenzato o, viceversa, impossibilitati a recarsi dal paziente in crisi cardiaca perché trattenuti su un sinistro stradale. Con pericolo per tutti: pazienti, medici, infermieri, volontari…»

«Ci piacerebbe pensare – conclude Mugnai – che il presidente della Toscana Enrico Rossi e l’assessore alla salute Stefania Saccardi si prepareranno a questo scenario rafforzando la dotazione del 118, che comunque è necessaria ma che diverrà indispensabile. Purtroppo, per esperienza, temiamo non sarà così e tutti noi saremo messi a rischio».

1 comment

  1. vasco franceschi 14 Aprile, 2016 at 13:19

    Qui da noi le cose non stanno COSI’…FORTUNATAMENTE!
    Se da altre parti non funziona come da noi,dispiace,e l’osservazione del sig.Mugnai è condivisibile.Proprio oggi SKYTG24
    ha fatto un servizio su questo argomento.Se la Regione non crea le condizioni per una CONTINUITA’ ASSISTENZIALE,e ripeto qui da noi non è cosi’, i Sindaci,invece di sperperare tanti soldi,sopperiscano finanziando le CASE DELLA SALUTE,che intelligentemente sono state volute dal Ministero della Salute ed inserite in un programma che prevede la loro espansione su tutto il territorio nazionale.Purtroppo l’attenzione sulla salute dei cittadini non paga in termini di ritorno di immagine ed allora ci troviamo davanti ad interventi finanziari che sono fini a se stessi,mentre investire nella salute non solo viaggiano nel tempo,ma rispetterebbero quelli che sono i doveri di chi ci amministra che è quello “della protezione dei cittadini a 360°”

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