Un messaggio di ascolto e vicinanza ai più giovani arriva dalla visita del vescovo di Firenze, monsignor Gherardo Gambelli, al centro Fami Gulliver 2, struttura di prima accoglienza per minori stranieri non accompagnati gestita dalla cooperativa Il Girasole.
Ad accoglierlo uno striscione con la scritta “Ciao Gherardo”, decorato con le bandiere dei Paesi d’origine dei ragazzi ospiti. Un gesto semplice ma significativo che ha aperto l’incontro, inserito tra gli appuntamenti del periodo quaresimale.
Nel centro sono attualmente ospitati 25 giovani provenienti da diversi Paesi, tra cui Burkina Faso, Tunisia, Egitto, Albania, Bangladesh, Pakistan, Gambia, Somalia ed Eritrea. I ragazzi fanno parte del progetto ministeriale Fami, dedicato alla prima accoglienza, e proseguono poi il loro percorso nei programmi Sai Msna e Cas Msna della rete fiorentina.
Durante la visita, accompagnato dai responsabili della Caritas diocesana, il vescovo ha incontrato gli ospiti e gli operatori, ascoltando storie e aspettative. I giovani hanno sottolineato l’importanza del dialogo: «È bello parlare con chi vuole davvero ascoltarci».
Il percorso offerto dal centro prevede studio, regolarizzazione dei documenti e formazione professionale, con l’obiettivo di accompagnare i ragazzi verso l’autonomia.
Per la presidente della cooperativa Il Girasole, Francesca Bottai, la presenza del vescovo «è un segno che ricorda quanto sia importante non lasciare indietro nessuno e dare a ciascuno il tempo per crescere».
La visita si chiude così con un messaggio chiaro: l’accoglienza non è solo risposta ai bisogni materiali, ma anche attenzione, ascolto e sostegno nel cammino verso il futuro.
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