Firenze, “una gita da incubo” : l’appello di una madre con figlio disabile

E’ la triste storia di un ragazzo di 19 anni gravemente disabile dalla nascita e l’unico modo che ha di spostarsi è su una sedia a rotelle. Alla vigilia del Capodanno sua madre e sua zia hanno deciso di fare un regalo a Gianmarco, esaudire il suo sogno di ammirare le meraviglie di Firenze: un desiderio a portata di mano, per molti, ma un disabile e la sua famiglia il sogno si è fatto irraggiungibile. La città Toscana, una tra le più belle al mondo, dista poco più di un’ora di treno da Passignano, luogo di origine del ragazzo.

Agnese Cerchiari e sua sorella raccontano con frustrazione e rabbia la loro tragica esperienza: «Chi conosce Giammarco sa i problemi che ha, chi non lo conosce lo vede. Eppure il ‘signore’ della biglietteria alla stazione di Terontola non ha riconosciuto la sua invalidità e ha detto a mia sorella che per avere lo ‘sconto’ o il biglietto gratuito serviva un foglio blu che solo l’Asl può rilasciare. Certo, capisco che se ci si mette in viaggio, ci si dovrebbe prima informare».

Nonostante le ingiustizie, abbassano la testa, fanno un bel respiro e pagano il biglietto. Arrivati al treno, precisamente al binario 3, la famiglia infastidita ha ritrovato il sottopasso pieno di scale, così da dover attraversare i binari con la carrozzina. “Sul treno non c’era una rampa per disabili, abbiamo dovuto caricare la carrozzina da soli. ».

Una volta saliti sul mezzo di trasporto,la famiglia ha scoperto che non c’era posto per gli invalidi: un’odissea che conferma la tragica situazione delle barriere architettoniche nel nostro stato. <<Abbiamo sbagliato? Probabile. Dovevamo munirci di foglio blu? E’ vero. Dovevamo prenotare il posto per disabile? Ok. Ma perché per un disabile, viaggiare in treno, non è una cosa che si può decidere con leggerezza? >>