32enne lucchese, sarà il primo al mondo a scalare l’Everest con le protesi

La missione Everest è iniziata ieri appena Andrea si è imbarcato sull’aereo con attrezzature e protesi al carbonio.

Andrea Lanfri, 32 anni, paralimpico lucchese è pronto a conquistare la vetta suprema: gli 8.848 metri dell’Everest. La scalata inizierà tra agosto e settembre; se andrà tutto bene, Andrea sarà il primo uomo con le gambe e le dita delle mani amputate a guardare il mondo da lassù.

«È allora forse toccherò il cielo con l’unico dito che mi è rimasto», scherza.

Il 21 gennaio del 2015 Andrea è stato colpito dalla meningite. «Credevo che fosse un’influenza — racconta —. Mi sono svegliato alle 5 del mattino infreddolito e con un po’ di febbre e ho pensato che il virus mi aveva morsicato. E invece…». Invece la febbre saliva ora dopo ora e dopo una prima diagnosi influenzale, ecco i primi sospetti dei medici e il ricovero in ospedale. «Sono arrivato al pronto soccorso paralizzato, come in stand-by, poi sono svenuto», ricorda. E dopo un mese di coma arriva la tremenda mazzata: doppia amputazione bilaterale sotto il ginocchio degli arti inferiori, sette dita amputate, un dito paralizzato e i due pollici bloccati. A quel tempo Andrea non faceva agonismo ma scalava le montagne e lo sport era la sua grande passione. «Quando mi sono svegliato non c’è stato bisogno che mi spiegassero che cosa mi era capitato — dice —. Ho guardato le mie mani, ho sentito l’assenza dei miei piedi. Però non ho mai pensato di cambiare la mia vita. Anzi dentro di me si è scatenata una volontà irrefrenabile. Volevo tornare a scalare le montagne e a correre».