Facoltà di medicina: il rettore va in Procura e i dipartimenti congelano i concorsi

Ieri mattina, il rettore dell’Università di Firenze, Luigi Dei è stato ascoltato in Procura, in merito all’inchiesta sui concorsi di Medicina che, secondo l’ipotesi dei magistrati, sarebbero stati cuciti su misura sui candidati.

Il Senato accademico, previsto per ieri mattina, è stato rimandato al pomeriggio per consentire al Rettore di parlare con i magistrati. Nelle ore di attesa, i direttori dei quattro dipartimenti di area medica hanno deciso di comune accordo di sospendere la programmazione dei concorsi.

Se i dipartimenti si fermano, il Senato accademico invece va avanti: ieri pomeriggio ha deciso di programmare un posto a professore associato in otorinolaringoiatria, il settore del professor Oreste Gallo, il docente che con il suo esposto in Procura ha fatto partire l’inchiesta. Gallo è direttore della Scuola di specializzazione in otorinolaringoiatria, che rischia di chiudere perché per legge deve avere almeno due professori in organico. E Gallo è al momento l’unico. Così, il concorso per un nuovo associato dovrebbe garantire un futuro alla Scuola del grande accusatore dell’Università.

Ma a Medicina continuano i mugugni per l’inchiesta. Se Careggi ha imposto il silenzio a tutti i suoi dipendenti, medici ospedalieri e accademici compresi, in tanti parlano sottovoce: «Che un candidato che arriva da fuori Firenze abbia bisogno di parlare con i vertici dell’azienda e dell’Area medica, prima di venire qui, per capire che tipo di lavoro, di ricerca, che condizioni professionali potrà trovare, non solo non è anomalo, ma è del tutto logico — spiega una voce accademica molto autorevole — Dopodiché c’è il concorso. E oggi i concorsi sono una cosa seria: anche il dipartimento viene valutato per la sua attività. E se si ingaggiano persone non capaci, si perde in finanziamenti, in scatti di stipendio, in posti nelle commissioni. In altre parole in potere».