Reddito di cittadinanza: la Toscana ricorre alla consulta contro i navigator

La Toscana ricorre alla corte Costituzionale sulle procedure di assunzione dei cosiddetti ‘navigator’: il personale dei centri per l’impiego collegato al varo del reddito di cittadinanza.

Una decisione che arriva nel  corso della riunione della giunta regionale di lunedì 18 febbraio.

È singolare che il governo da una parte spinga all’autonomia regionale e dall’altra invece voglia accentrare in malo modo funzioni che la costituzione indica come concorrenti”, hanno spiegato il presidente della regione Toscana, Enrico Rossi, e l’assessora al lavoro, Cristina Grieco.

“In ogni caso – hanno aggiunto – per noi il discorso è chiaro, in Toscana non ci saranno ‘navigator’ presi come precari e assunti senza le procedure concorsuali previste dalla stessa Costituzione. Lavoriamo per poter assumere a tempo indeterminato”. Il ricorso deciso riguarda quella che Rossi e Grieco considerano “una norma improvvidamente inserita nella legge di bilancio che inibisce l’utilizzo delle graduatorie per un numero di posti superiore a quello messo a concorso”.

Secondo la Toscana “si calpestano i diritti di cittadini e lavoratori che hanno partecipato ai concorsi e sono stati giudicati idonei dalle commissioni, obbligandoli a ripetere prove per cui già erano stati positivamente giudicati. È Una norma vessatoria che, cosa da non sottovalutare, si tradurrà anche in un aumento dei costi per la pubblica amministrazione”.

La Regione non si limita a difendere le sue tesi davanti alla consulta. Va al rilancio decidendo di indire un concorso per assumere la quota parte dei 10 mila ‘navigator’ previsti dal governo. “Se il governo attuasse la piena collaborazione con le regioni, anzichè fare fughe in avanti- concludono Rossi e Grieco-, concerterebbe un piano di finanziamenti affinchè nel biennio queste persone fossero assunte in modo stabile e organico, senza alimentare nuovo precariato”.