Piatti, bicchieri e posate di plastica banditi da bagni e spiagge toscane

La prima estate senza plastica. Sabbia e ombrelloni plastic free, liberi da uno dei materiali più difficili da smaltire, tanto da essere diventato un mare (di spazzatura) nei nostri mari.  Da quest’anno, addio a stoviglie monouso, polimeri vade retro, i bagni della Toscana stanno per abolirli. O meglio: quasi.

La Regione sta per imporre una stretta ai 900 stabilimenti balneari della costa toscana. Anzi, i 900 bagni stanno per auto-imporsela. Un piano a cui lavorano da settimane proprio i rappresentanti di categoria, Anci e la squadra di Vittorio Bugli. «Contiamo di varare tutto prima dell’inizio della stagione», dice l’assessore al bilancio, anche responsabile dei rapporti con gli enti locali e le associazioni.

I bagni saranno obbligati a smaltire le scorte di stoviglie monouso già acquistate, dopodiché non potranno più distribuire portate e bibite con piatti, bicchieri, posate e cannucce di plastica nei loro bar e ristoranti, sotto tende e ombrelloni. In alternativa, potranno usare stoviglie biodegradabili o compostabili. In commercio esistono da tempo, ad esempio in mais. Chi sgarra rischierà una multa, ma le somme sono ancora da definire.

Ma per il 2019 l’ordinanza resterà monca. Balneari e Regione avrebbero voluto vietare anche l’uso e la vendita di bottigliette d’acqua.

Una cosa è certa: i privati dell’oro blu saranno costretti a un cambio di passo. C’è già chi li sta tagliando fuori. I bagni della Marina di Levante a Viareggio si doteranno di macchine per la «carbonizzazione» dell’acqua simili a quelle usate dai gestori idrici per far sgorgare acqua frizzante dai fontanelli collegati all’acquedotto. Non solo. Proprio a fine marzo il parlamento Ue ha varato una direttiva storica: dal 2021 le stoviglie in plastica saranno fuori legge, non più commerciabili. Obiettivo: abbattere un danno ambientale impressionante, dato che l’80% dei rifiuti marini è di plastica. Ma la rivoluzione verde stenta a decollare.