Sfrattata dalle case popolari perchè possiede un camper

PRATO-Occupava una casa popolare da 15 anni e adesso rischia lo sfratto perché possiede un camper utilizzato per trasportare il figlio Luigi, 27 anni, affetto da una grave forma di autismo, come si legge nel giornale La Nazione.

Così tanta solidarietà che sia il Comune che la Regione aprono uno spiraglio per riesaminare le carte. «Quello sollevato da La Nazione mi sembra un caso degno di essere approfondito e se possibile risolto», dice Vincenzo Ceccarelli, assessore regionale con delega alla casa, e il suo impegno ha l’aspetto di una promessa.

«Sono un uomo di buon senso, non un burocrate, e nei miei limiti cercherò di convincere la Regione a modificare le regole», aggiunge l’assessore comunale al Sociale Luigi Biancalani.

Qualcosa si muove per Rossana dal 2004 assegnataria di un alloggio Epp a Prato, che nel 2015, con l’aiuto economico della madre, ha acquistato un camper con il quale riesce a garantire qualche giornata di svago al figlio. Proprio quel camper che è diventato, nei giorni scorsi, il suo problema. Il Comune di Prato ha infatti avviato una serie di controlli e in base alle modifiche della legge regionale 96/96, approvate a gennaio (legge 2/2019), i possessori di un veicolo con potenza superiore a 80 kw, acquistato negli ultimi cinque anni, perdono il diritto all’alloggio popolare. Il camper in questione ha 96 kw e lunedì alla donna è stata recapitata l’intimazione di sfratto: entro 60 giorni deve lasciare casa.

La vicenda di Rossana, raccontata ieri dal nostro giornale, ha subito suscitato perplessità e indignazione: se da una parte è vero che la legge va applicata e i «furbetti» dei beni pubblici scovati, dall’altra emerge l’assenza di esame del singolo caso che ha, come in questo frangente, risvolti umani e sociali. «Mi ha colpito – commenta Rossana Stella – lo stupore della gente davanti alla mia storia. Da oltre vent’anni lavoro nel pubblico impiego, ho cresciuto due figli da sola e le difficoltà di Luigi erano note al Comune e ai servizi sociali. Nel 2004, quando mi fu assegnata la casa popolare, Epp e Comune si prodigarono perché c’era la necessità di un pianoterra e appena fu disponibile l’alloggio giusto mi venne assegnato».

Per la Regione questa forse è la prima revoca di un alloggio pubblico in cui il ‘fattore umano’’ si scontra con la rigidità dell’applicazione della legge. Tutto questo mentre il presidente dell’associazione Asa di Pontedera, che si occupa dei diritti dei disabili, ha contattato la Rossana Stella offrendo una mediazione.

«Il Comune di Prato e la Regione intervengano per scongiurare lo sfratto: siamo a fianco della signora Rossana e a disposizione per aiutarla», ha detto il deputato di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli.