20 anni senza Faber: ci lasciava l’11 gennaio 1999 Fabrizio De André

Ci lasciava l’11 gennaio del 1999 uno dei più importanti e significativi cantautori della storia della musica italiana: Fabrizio De André. Il vuoto che ha lasciato dietro di sé, tanto sul piano culturale quanto su quello musicale, è stato in parte colmato dalla straordinaria eredità che ci ha affidato: i suoi dischi, la sua musica, le sue poesie.

La sua voce e il suo pensiero mancano oggi più che mai (come quelli di Giorgio Gaber), in un periodo storico in cui avere un pensiero sembra essere una colpa. Lui che ha studiato poeti e letterati per meglio capire il mondo e restituirlo con profondità. Lui che ha detto di credere di essere considerato un punto di riferimento perché avendo avuto dei punti riferimento culturali precisi ha potuto tramandarli e restituirli alle generazioni successive alla sua.

In questi vent’anni moltissimi hanno riconosciuto a De André il merito di aver “volgarizzato”, nel senso più nobile del termine, gran parte del patrimonio letterario esistente. Un’operazione da vero intellettuale, capace di leggere attraverso le pieghe della Storia con la lente dell’umanità e della compassione e capace, con una naturalità disarmante, di raccontare storie che sarebbero finite con l’essere volutamente dimenticate perché, in molti casi, scomode.

Fabrizio De Andrè era nato a Genova, nel quartiere della Foce, il 18 febbraio del 1940. Figlio di genitori della borghesia agiata ma legati a una famiglia di solido patrimonio, De André è stato uno studente pigro fermatosi a due esami dalla laurea in legge che ha avuto tra i suoi amici di sempre Paolo Villaggio, Luigi Tenco, Gino Paoli. E’ stato uno degli esponenti di spicco della Scuola Genovese che negli anni Sessanta ha dato un’impronta decisiva alla canzone d’autore. Cantautore, ma anche scrittore e attivista politico: Fabrizio De Andrè nella sua vita si è sempre schierato con gli ultimi, gli emarginati, i ribelli, quelli che vorrebbero cambiare il mondo ma alla fine non ci riescono. Perché la poesia sta proprio in un sogno impossibile da raggiungere se non in un’opera destinata a rimanere immortale.

Da ricordare il brutto episodio avvenuto nel 1979: De André e la sua compagna Dori Ghezzi vengono sequestrati dall’anonima sequestri sarda e tenuti prigionieri per quattro mesi. La liberazione avviene dopo il pagamento del riscatto. Faber non serberà mai rancore verso i suoi carcerieri, un gruppo di pastori sardi, ma sarà rigoroso con i mandanti del sequestro, un veterinario toscano e un assessore comunale sardo del PCI. Dieci anni dopo De André e Dori Ghezzi si sposano con Beppe Grillo come testimone di nozze.

Fra i suoi successi, raccolti in 13 album, ricordiamo: La canzone di Marinella, Il pescatore, Via del Campo, Bocca di rosa, Crêuza de mä, La guerra di Piero, Amore che vieni amore che vai, Dolcenera, Amico fragile, Don Raffaè.