29 giugno 2009, una notte feroce di fiamme: alla vigilia della sentenza il ricordo di Luca Lunardini

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VIAREGGIO – ( di Luca Lunardini ) – 29 Giugno 2009. Una data che rimarrà per sempre scolpita nella memoria di questa città.  Una notte feroce dove fiamme assassine hanno strappato vite, distrutto case, sconvolto la storia di un quartiere e di una Città intera. Ricordi di una notte che sono qualcosa di più di semplice memoria. Sono segni nell’animo di chiunque abbia vissuto quelle ore e quei giorni. Ricordi di un boato che scuote una calda, sonnolente, notte estiva. Ricordi di urla di dolore, di terrore, di disperazione. Di fiamme, impossibili nella nostra Viareggio, che si levano alte, terribili, terrorizzanti. E le sirene che lacerano la notte e i lampi blu dei girofari. Sirene e lampeggianti che fanno paura ma che sono anche il segno di una speranza. Una speranza che giunge attraverso i professionisti del soccorso: Vigili del Fuoco, Forze dell’Ordine, operatori del 118, uomini della Protezione Civile. Eroi di tutti i giorni, spesso sottopagati, che non esitano a gettarsi tra le fiamme per soccorrere coloro che sono avvolti, circondati, dal fuoco rovente. E accanto a questi professionisti, i viareggini, con la loro infinita generosità che da subito si mettono a disposizione di chi soffre e che accoglieranno nei giorni successivi 2-3mila sfollati dalle case circostanti il disastro. Una generosità, uno sforzo dei soccorsi immediati e della gente comune, che ha permesso di essere da subito accanto a chi soffriva e a chi restava nella disperazione. Una umana efficienza che abbiamo ritrovato anche nelle settimane, e nei mesi successivi che ha permesso una ricostruzione completa e veloce del quartiere distrutto. Una serena capacità di cui noi viareggini dobbiamo essere fieri. Oggi più che mai in un Italia dove mille sono le perplessità e le polemica quando si parla di disastri e successive ricostruzioni.

Eppure niente potrà mai compensare quelle 32 vite innocenti uccise, nelle proprie case, da un evento che nulla ha a che fare con una natura imprevedibile ma che è  dipeso solo dall’opera dell’uomo. Quelle 32 bare attendono una risposta di giustizia.

 

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