La Patrimonio non paga, Ninfea Torrelaghese in ginocchio

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VIAREGGIO (di Alberto Pardini)  – Da una parte c’è una delle più vecchie e importanti realtà calcistiche del territorio, la Ninfea Torrelaghese, dall’altra la Viareggio Patrimonio srl, nel mezzo invece c’è una convenzione decennale rinnovata nel marzo 2011 tra la società neroverde e l’Amministrazione, che obbliga la partecipata a versare mensilmente 8038,10 euro a lordo di Iva per la gestione dell’impianto, incluse le bollette per acqua e luce. Se fino al settembre 2013 bene o male la Patrimonio provvedeva a tener fede alla convenzione, da lì in poi la situazione si è aggravata tanto da spingere la società torrelaghese a richiedere un decreto ingiuntivo lo scorso aprile per una totale di 48.152,93 euro. “Sia ben chiaro – ha tenuto a precisare il presidente Severino Aquilante – comprendiamo benissimo le difficoltà che ci sono, ma la decisione di ricorrere a vie legali è arrivata dopo aver provato più volte a risolvere la questione con gli Amministratori e la Patrimonio, ma dopo Caprili c’è stato il disinteresse più totale, e noi dobbiamo difendere una realtà socialmente e sportivamente importante, ma anche noi stessi”. Al silenzio di Strambi, che detiene la delega allo sport, ha fatto eco quello della stessa Viareggio Patrimonio che per lo stupore dell’avvocato Laganà (che rappresenta la Ninfea Torrelaghese, ndr), non ha presentato nessuna opposizione al decreto ingiuntivo nei 40 giorni previsti dalla legge, nemmeno a fini dilatori, cioè per prendere tempo. Stante questa sorta di disinteresse, la società si è trovata così costretta a chiedere la formula esecutiva per il decreto ingiuntivo, che arriverà nell’arco di una decina di giorni, dopo i quali si potrà procedere a pignoramento dei beni della società.

La Viareggio Patrimonio srl è una società privata, seppur con socio di maggioranza il Comune di Viareggio, e con delibera del 2006 le sono stati assegnati in proprietà gli impianti sportivi di Marco Polo e Migliarina, nonché il Palazzetto dello Sport e la piscina comunale, tutti passibili di pignoramento. “L’esigenza è quella di trovare una soluzione per permettere alla società di rientrare nelle spese ma anche per evitare responsabilità future – spiega l’avvocato Laganà – ad oggi la somma dovuta si aggira attorno agli 80mila euro, e Gaia ha già provveduto ha staccare l’acqua allo stadio, tra poco toglieranno anche la luce. Pensate che il consueto torneo delle contrade, da anni ospitato al Ferracci, quest’anno si è svolto nel campo dietro la chiesa di San Giuseppe proprio per l’insostenibilità delle spese di apertura dell’impianto”. La Ninfea Torrelaghese attualmente conta oltre 200 ragazzi tra prima squadra e pulcini, ai quali si sommano gli allenatori e gli addetti alla struttura, ebbene il futuro di tutto questo è a rischio perché qualora non si risolvessero le vicissitudini economiche, la società si troverebbe costretta a tagliare, limitandosi all’iscrizione di cinque squadre giovanili per le quali contribuirebbe la FIGC. Conti alla mano, dal passaggio di gestione dal comune alla Ninfea c’è stato un risparmio di circa il 60% sui costi, a dimostrazione di come la società abbia fatto la sua parte. “O si trova una soluzione in pochi giorni – spiega Aquilante – o noi saremo costretti ad andare avanti per le vie legali”.

 

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