Morte Michele Lorenzoni, la madre: “Voglio la verità”

“Siamo nel limbo, una fase di stallo che non va avanti. Bella o brutta che sia, io voglio la verità”.
Nadia Vezzoni, madre di Michele Lorenzoni il 31enne trovato senza vita nella pineta di Torre del Lago il 4 giugno scorso, chiede a gran voce lumi sulla morte del figlio.

“Sono passati 4 mesi e i risultati dell’autopsia ancora non ci sono – sottolinea Vezzoni – Ho quella strana sensazione che ci sia poco interesse a scoprire la verità e inizia a prendermi lo sgomento e ci sono voci persistenti che danno molto da pensare”.

Nei giorni successivi al ritrovamento del figlio, ci furono anche due atti intimidatori. Prima fu trovata una siringa sulla macchina del 31enne e qualche giorno fa un coltello sulla macchina di Vezzoni, parcheggiata fuori dalla scuola.

“Nel primo caso ho pensato ad uno scherzo di cattivo gusto – ammette Vezzoni – nel secondo no. Probabilmente veicolano messaggi che non so cosa vogliano dire. Spero si fermino a due e l’episodio del coltello mi ha turbato”.

Sulle possibili cause della morte, attualmente siamo nel ramo delle ipotesi. ”Michele probabilmente si è trovato in una situazione che non è riuscito a gestire – ipotizza la madre – ma non era un ragazzo che doveva morire in pineta. Probabilmente sotto c’è qualcosa di grosso che si cerca di non fare emergere. É una situazione che non è chiara, quel giorno è successo qualcosa e vorrei sapere cosa”.

“Troppe domande sono ancora senza risposta – prosegue Vezzoni – Ho fatto molti appelli affinché chi sa qualcosa parli ma si respira un clima di omertà. Non lo chiederò più. Chiedo invece a chi fa le indagini di non fermarsi alle apparenze ma di indagare a fondo perché mio figlio merita la verità”.

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