Caccia allo storno, il Tar Toscana sospende la deroga regionale

Il Tar della Toscana ha sospeso la delibera regionale che autorizzava la caccia in deroga allo storno. Con un’ordinanza del 7 ottobre, il Tribunale amministrativo regionale ha accolto la domanda cautelare presentata dalle associazioni animaliste Lav e Lndc Animal Protection, disponendo lo stop immediato al provvedimento della Giunta regionale numero 751/2026.

La sospensione resterà in vigore fino all’udienza di merito, fissata per il 15 dicembre. Poiché la delibera regionale consentiva la caccia allo storno fino al 13 dicembre, la decisione del Tar interrompe di fatto la possibilità di procedere agli abbattimenti previsti dalla deroga per la stagione in corso.

Secondo quanto riportato dalle associazioni, il Collegio ha riconosciuto sia il *fumus boni iuris*, cioè la plausibilità delle ragioni giuridiche alla base del ricorso, sia il *periculum in mora*, legato al rischio che l’attività venatoria possa provocare un danno irreparabile alla specie protetta. Tra gli elementi considerati ci sarebbe anche il mancato adeguato confronto della Regione con i pareri dell’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale.

La delibera contestata autorizzava l’abbattimento di 20mila storni. Una misura che Lav e Lndc Animal Protection giudicano eccessiva, sottolineando che il numero sarebbe stato doppio rispetto al limite indicato dall’Ispra. Le associazioni contestano inoltre il rinnovo della deroga per oltre cinque anni senza un’adeguata valutazione dell’impatto sulla popolazione degli uccelli: secondo quanto riferito, l’ultima valutazione dell’Ispra risalirebbe al 2021.

Lo storno è una specie tutelata dalla Direttiva Uccelli europea 2009/147/CE e non rientra tra quelle normalmente cacciabili in Italia. La normativa europea consente deroghe al divieto di uccisione soltanto in presenza di determinate condizioni, tra cui l’assenza di altre soluzioni soddisfacenti. In ambito agricolo, in particolare, l’articolo 9 della direttiva ammette la deroga per prevenire gravi danni alle colture, sempre nel rispetto dei requisiti previsti.

È proprio sulla necessità di dimostrare la sussistenza di queste condizioni che si concentra una parte della contestazione delle associazioni animaliste, secondo le quali una deroga non dovrebbe trasformarsi in un’estensione ordinaria della stagione venatoria.

Il caso toscano si inserisce in un quadro più ampio di contenziosi sulle deroghe alla caccia. Lo scorso marzo, infatti, il Tar della Lombardia ha annullato la deroga regionale relativa a fringuelli e storni con la sentenza numero 976/2026.

Per la Toscana, la sospensione resta ora efficace in attesa della decisione di merito prevista per il 15 dicembre, quando il Tribunale sarà chiamato a esaminare definitivamente la legittimità del provvedimento regionale.

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