Dieci milioni di euro per sostenere la natalità e rafforzare il welfare regionale. È il progetto “Si nasce in Toscana”, annunciato dal presidente della Regione Eugenio Giani, che prevede un contributo di 500 euro per ogni neomamma a partire dal 2027, con l’entrata in vigore del nuovo bilancio regionale.
La misura è stata presentata durante un incontro dedicato alla natalità, insieme all’Agenzia regionale di sanità (Ars), con il commissario Giovanni Grasso e Fabio Voller, coordinatore dell’Osservatorio di epidemiologia. L’obiettivo è affiancare il sostegno economico alle famiglie a politiche per i servizi per l’infanzia e per la conciliazione tra lavoro e vita familiare.
Dei dieci milioni previsti, cinque sarebbero destinati al contributo di 500 euro per le madri. Gli altri cinque milioni, provenienti dal Fondo sociale europeo, saranno rivolti al sostegno delle donne lavoratrici, secondo criteri di reddito e nel rispetto delle regole di utilizzo delle risorse, con particolare attenzione alle spese per i servizi per l’infanzia.
«Vogliamo che le donne sentano che le istituzioni sono loro vicine nella maternità e nei servizi che offrono», ha dichiarato Giani, ricordando il collegamento con altre misure regionali, come gli asili nido gratuiti e i libri gratuiti. La misura dovrà essere definita nell’ambito del bilancio regionale 2027 e successivamente regolata attraverso specifici criteri attuativi.
## Natalità in calo: in Toscana meno di 20mila nati nel 2025
Alla base del progetto c’è un quadro demografico che mostra una diminuzione costante delle nascite. Secondo i dati Istat illustrati da Ars, in Toscana si è passati dai 33.610 bambini nati nel 2008 ai 19.908 del 2025: 841 in meno rispetto al 2024 e 7.009 in meno rispetto al 2016, con una riduzione del 26%.
Anche il tasso di natalità è sceso, passando da 9,2 nati ogni mille abitanti nel 2008 a 5,4 nel 2025. Il dato regionale è inferiore alla media italiana, pari a 6,0, e a quella dell’Unione europea, pari a 7,9 nel 2024.
«La natalità non è più soltanto un fatto statistico, ma è diventata un fatto politico», ha affermato Giani, sottolineando la necessità di affrontare il divario tra il numero delle persone che nascono e quello di chi viene a mancare.
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L’analisi dell’Agenzia regionale di sanità evidenzia che il calo delle nascite è legato a più fattori. Tra il 2010 e il 2025 le donne residenti in Toscana tra i 15 e i 49 anni sono diminuite del 17,5%. Nel 2025 il numero medio di figli per donna si è attestato a 1,08, contro 1,14 in Italia e 1,34 nell’Unione europea nel 2024.
È aumentata anche l’età al primo figlio, arrivata a 32,4 anni, mentre nel 1980 era di 25,5. Tra il 2005 e il 2025 il tasso di fecondità delle donne sotto i 30 anni è diminuito del 46,5%, mentre è cresciuto nelle fasce d’età più avanzate, soprattutto oltre i 40 anni.
A incidere sulla scelta di avere figli contribuiscono anche precarietà lavorativa, incertezza economica, difficoltà di accesso alla casa e necessità di conciliare gli impegni professionali con quelli familiari. Secondo Fabio Voller, per comprendere il fenomeno è necessario distinguere i cambiamenti demografici dalle condizioni concrete in cui le persone progettano una famiglia.
La natalità varia sensibilmente anche tra le diverse aree della regione. Nel triennio 2022-2024, ultimo periodo disponibile nell’analisi citata, il tasso di natalità delle Zone-distretto oscillava tra 6,32 nati ogni mille abitanti nell’Empolese Valdelsa Valdarno e 4,50 nelle Colline dell’Albegna, a fronte di una media regionale di 5,76.
I dati comunali mostrano differenze ancora più ampie, da interpretare con cautela soprattutto nei centri più piccoli, dove anche poche nascite in più o in meno possono modificare sensibilmente il tasso.
Giani ha inoltre annunciato l’intenzione di dedicare una giornata ai dieci Comuni toscani con i livelli di natalità più elevati, conferendo loro un riconoscimento regionale.
Lo studio Ars fotografa anche alcune caratteristiche del percorso nascita. Nel 2025, in Toscana, 1.244 bambini, pari al 6,1% del totale, sono nati grazie alla procreazione medicalmente assistita: nel 2016 la quota era del 3%. I nati pretermine rappresentano invece il 6,6%, un dato sostanzialmente stabile rispetto al 6,9% registrato nel 2005.
L’Agenzia mette a disposizione anche il portale [Nascere in Toscana](https://www.ars.toscana.it/14-nascereintoscana), che consente di consultare dati e indicatori sulla salute materno-infantile, con informazioni regionali e dettagli per ospedale e azienda sanitaria.



