Cgil Toscana, Rossano Rossi attacca i bonus: «Servono salari più alti e meno aiuti generici»

La Toscana deve rafforzare le politiche a sostegno dei salari e delle famiglie, superando gli aiuti economici occasionali e puntando su interventi strutturali. È la posizione espressa da Rossano Rossi, segretario generale della Cgil Toscana, a margine della presentazione dello studio di Ires Toscana sull’indebitamento delle famiglie.

Rossi ha richiamato l’attenzione sul peso fiscale che grava su lavoratori e pensionati, sottolineando come la Toscana abbia un’Irpef tra le più alte d’Italia e un’Irap tra le più basse. Secondo il segretario regionale, le politiche della Regione dovrebbero sostenere maggiormente l’industrializzazione e la crescita dei salari, intervenendo sulle condizioni economiche di chi lavora.

«Aumenta la povertà assoluta e aumenta anche la povertà relativa», ha affermato Rossi, evidenziando quella che considera una crescente distanza tra chi si trova in difficoltà economica e chi continua ad accumulare ricchezza. Per questo, secondo la Cgil, le risorse regionali dovrebbero essere utilizzate per rafforzare le retribuzioni e favorire la contrattazione di secondo livello, anziché distribuire contributi generici alle imprese.

Nel suo intervento, Rossi ha criticato anche il ricorso ai bonus come strumento per affrontare problemi economici e sociali. Riferendosi al bonus bebè annunciato dalla Regione Toscana, lo ha definito un «tentativo nobile», ma insufficiente rispetto alla portata delle difficoltà che incontrano le famiglie.

«I bonus sono cerottini messi lì: vanno affrontate le condizioni per risolvere le questioni a monte», ha dichiarato il segretario della Cgil, sostenendo che gli aiuti una tantum non siano sufficienti a garantire stabilità economica nel lungo periodo.

Tra le priorità indicate figurano stipendi adeguati, servizi per l’infanzia accessibili e una sanità meno onerosa per i cittadini. Rossi ha riconosciuto il ruolo degli interventi regionali, citando gli asili nido gratuiti, ma ha osservato che il sostegno alle famiglie deve comprendere anche la possibilità di affrontare le spese sanitarie senza compromettere il bilancio domestico.

Secondo il segretario regionale, una parte rilevante delle responsabilità ricade sul Governo, ma anche le istituzioni toscane devono utilizzare le risorse disponibili per favorire il benessere economico e sociale. L’obiettivo, nella prospettiva della Cgil, è passare da misure temporanee a politiche capaci di incidere sulle cause dell’indebitamento e della precarietà economica.

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