Tre dipendenti su quattro sono donne e la multiculturalità all’interno dell’azienda sanitaria è in crescita: l’Asl Toscana sud est festeggia la giornata dedicata a diversità, equità e inclusione. L’incontro “DE&I e CUG, tre anni di noi” ha riunito oltre 600 persone tra partecipanti in presenza e collegati da remoto, con un confronto sulle politiche contro le discriminazioni e sulla definizione del nuovo Gender Equality Plan aziendale.
L’appuntamento ha coinvolto rappresentanti della sanità, dell’università e delle istituzioni regionali.
Tra gli interventi, quello in collegamento della professoressa Ilaria Capua, della Johns Hopkins University e direttrice del One Health Center of Excellence dell’Università della Florida, che ha presentato il libro “Non mollate, manuale di resistenza per l’affermazione del talento femminile” edito da Rizzoli. Capua ha richiamato l’importanza di riconoscere e valorizzare il talento delle persone, intervenendo anche sugli ostacoli che possono derivare dall’organizzazione del lavoro. Per affrontarli, ha sottolineato, servono strumenti e un cambiamento della cultura organizzativa, racchiusi nel concetto di “resistosfera”.
L’assessora regionale alla Sanità Monia Monni ha evidenziato il valore di un percorso capace di trasformare le voci in responsabilità e la responsabilità in cambiamento, ricordando che dignità e parità sono parte integrante di una sanità pubblica attenta alla persona. Marco Torre, direttore generale della Direzione Sanità, welfare e coesione sociale della Regione Toscana, ha ribadito la necessità di non lasciare indietro nessuno.
Spazio anche alle possibilità offerte dalla tecnologia. Domenico Prattichizzo, delegato al Trasferimento tecnologico dell’Università di Siena e professore di Automatica e Robotica, ha illustrato come sistemi robotici e software basati anche sull’intelligenza artificiale possano sostenere le persone con disabilità nelle attività quotidiane e favorire un’inclusione concreta.
Don Andrea Bigalli, coordinatore dell’Istituto di ricerca in Teologia sociale della Facoltà teologica dell’Italia centrale, ha affrontato il tema dell’inclusione attraverso le proprie esperienze personali, richiamando la responsabilità della comunità nel rinnovare il patto sociale. Alessandra Romano, delegata del rettore dell’Università di Siena alle politiche di equità e inclusione, ha invece approfondito il rapporto tra generi, potere e politiche accademiche, soffermandosi sulle resistenze organizzative e sui possibili percorsi per superarle.
La seconda parte della giornata è stata dedicata al confronto tra i responsabili dei Comitati unici di garanzia dell’Asl Toscana sud est, dell’Aous e dell’Università di Siena. Il dibattito ha permesso di raccogliere contributi per la definizione del nuovo Gender Equality Plan, coordinato dalla consigliera di fiducia dell’Asl Toscana sud est Claudia Bini.
“Per me questa è una giornata estremamente importante, visto che torno in Azienda, – commenta il direttore generale dell’Asl Toscana sud est Dario Rosini. – Tra i nostri dipendenti, tre su quattro sono donne e la multiculturalità sta aumentando, cosa che ritengo positiva. Tutto questo è possibile grazie anche al percorso inclusivo e di lotta a ogni discriminazione avviato nel 2009 con il Codice Rosa e proseguito poi con il DE&I”.
Il percorso dell’azienda sanitaria si è sviluppato attraverso strumenti e iniziative che comprendono l’adozione del primo Gender Equality Plan nel 2023, la certificazione della parità di genere nel 2024 e un accordo quadro di collaborazione scientifica con l’Università di Siena, sottoscritto nello stesso anno.
“L’Azienda continua a sviluppare una formazione d’avanguardia su temi innovativi legati alle forme di discriminazione, – dichiara la dottoressa Doretti. – Riconoscere, tutelare e promuovere la pluralità delle esperienze individuali diventa strategico in ambito lavorativo. Non solo, negli anni sono stati importanti obiettivi come: l’adozione del primo Gender Equality Plan (GEP) nel 2023; il conseguimento della Certificazione della Parità di Genere (UNI/PdR 125:2022) nel 2024; la firma dell’Accordo quadro di collaborazione scientifica con l’Università di Siena sempre nel 2024. Nel 2026, infine, è arrivato l’accreditamento sulla Piattaforma unica delle destinazioni gestita dall’Agenzia nazionale per i Beni sequestrati e confiscati (ANBSC) che consentirà all’Azienda, prima tra le Asl italiane, di utilizzare beni confiscati alla mafia anche per realizzare punti di sostegno nel percorso di uscita dalla violenza, in stretta collaborazione con altri enti e istituzioni”.
L’iniziativa ha ribadito anche il valore della collaborazione tra le istituzioni coinvolte.
“Promuovere la parità di genere e valorizzare le diversità, – dichiara Maria De Marco, direttrice sanitaria dell’Azienda ospedaliero-universitaria Senese, – significa riconoscere la dignità di ogni persona che si rivolge ai nostri servizi. La diversità costituisce una risorsa preziosa anche all’interno delle nostre organizzazioni. Prendersi cura delle persone significa anche costruire un ambiente di lavoro in cui ciascuno si senta accolto, rispettato, riconosciuto e valorizzato. La collaborazione tra professionalità diverse è alla base del nostro lavoro e l’inclusione contribuisce a rafforzare il lavoro di squadra e a migliorare la qualità dell’assistenza. La strategia Diversity & Inclusion ci offre l’opportunità di tradurre questi principi in azioni concrete e quotidiane, nella consapevolezza che il benessere di chi cura è parte integrante della qualità della cura che offriamo ai nostri pazienti”.



