Unipi, inaugurato l’anno accademico: l’appello del Rettore per la pace

Nella giornata di ieri l’Università di Pisa ha inaugurato il nuovo anno accademico, è il Rettore Zucchi ha colto l’occasione per fare richiamare l’attenzione su due temi fondamentali: la pace e la lotta al riarmo, ma anche il progressivo della scuola e dell’ateneo pubblico, rivolgendo un accorato appello al Governo. E quindi all’insegna della pace e della ricerca che si è aperto l’anno accademico 2026-27 nell’Aula Magna Nuova del Palazzo “La Sapienza”.

La cerimonia ha visto la partecipazione dell’assessora regionale all’Università e alla Ricerca Cristina Manetti e del sindaco di Pisa Michele Conti, oltre agli interventi di Giuseppe Bagnato (rappresentante del personale tecnico-amministrativo) e Iris D’Alessandro (presidente del Consiglio Studentesco), incentrati sul contrasto alla precarietà, sul diritto allo studio e sulla tutela del dissenso.

Nel tracciare il bilancio strategico dell’Ateneo pisano,il primo in Italia ad aver inserito formalmente la parola “pace” nel proprio Statuto con il divieto di sviluppare tecnologie belliche, il rettore Zucchi ha espresso forte preoccupazione per la situazione internazionale.

“La modernità vive un paradosso drammatico: nonostante i progressi della scienza e l’affermazione formale dei diritti umani, il mondo conta oggi ben 56 conflitti attivi. L’Università non può voltarsi dall’altra parte – ha dichiarato il rettore -. Allo stesso tempo, assistiamo a un progressivo impoverimento dell’università pubblica che è assimilabile a uno scompenso cardiaco: il mancato adeguamento del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) all’inflazione erode i bilanci.

Chiediamo a tutte le forze politiche di agganciare le risorse al costo della vita per garantire il futuro della formazione, della ricerca e del diritto allo studio”.
Proprio in virtù della sensibilità dell’ateneo pisano nei confronti della pace l’evento ha visto la partecipazione straordinaria di Alberto Cairo e Susanna Fioretti, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’organizzazione Nove Caring Humans.
Fioretti, ha ripercorso i complessi negoziati condotti in Afghanistan per garantire l’autonomia economica e l’istruzione delle donne. Cairo si è invece concentrato sul reinserimento sociale e lavorativo delle persone con disabilità attraverso lo sport e l’istruzione.

ultimi articoli