“La scelta inizia ad essere chiara: il servizio di ritiro del verde rimane ma a pagamento”. È la denuncia fatta da Mario Navari, ex assessore all’ambiente di Massarosa, in merito alla polemica nata a seguito della decisione dell’amministrazione – in accordo con Ersu – di rimandare ad aprile il ritiro a domicilio del verde. “In questi giorni pensavo di ottenere dall’amministrazione comunale di Massarosa informazioni ufficiali sullo stop al ritiro del verde per i mesi invernali – dice Navari – ma nessuna notizia è a disposizione dei cittadini che per ottenere qualche informazione in più sono costretti ad andare sui social, e nello specifico sulle pagine Facebook personali del vicesindaco Del Soldato e dell’attuale assessore all’ambiente Zinzio, per comprendere le ragioni di tale scelta sbagliata”.
Navari punta il dito su quanto detto dal suo successore. “Ce lo dicono chiaramente le parole scritte dell’attuale assessore all’ambiente Zinzio – sottolinea Navari – ‘al costo complessivo di 5 euro per i primi 5 sacchi e di 1 euro per ogni sacco successivo’. Sorgono subito delle domande: c’è un quantitativo minimo, o 5 sacchetti, ovvero 5 euro, è il minimo? Nel giovedì che era previsto il verde non è previsto nient’altro?”
Secondo Navari, Zinzio e Del Soldato tenterebbero di giustificare la scelta col fatto che i comuni confinanti non hanno il servizio e quindi si proporrebbe di omologare Massarosa agli altri. “Questa logica – precisa Navari – spegne la possibilità di un comune di interagire con Ersu ed impone di accettarne passivamente le logiche anche a discapito del proprio territorio”.
“Proviamo quindi a ragionare come avrebbero dovuto fare loro – prosegue Navari – è credibile pensare che su un servizio che costa quest’anno circa 6 milioni e 500 mila euro non è stato possibile risparmiare 60mila euro per evitare di tagliare il servizio di raccolta del verde? Io non credo, per questo da ex assessore all’ambiente non ho mai accettato un’impostazione del genere e credo quindi che poteva essere fatto un lavoro serio sui costi di gestione della società per evitare il taglio del servizio”.



