A Castelnuovo Le Moderne Odissee interpretate da uomini di Stato e della cultura

Nella prestigiosa cornice del Teatro Alfieri di Castelnuovo di Garfagnana si è tenuta, su iniziativa della Presidenza del Consiglio Comunale e con la collaborazione del Club Lions cittadino, la presentazione dell’ultima fatica del Diplomatico di lungo corso, Antonio Morabito.
Che dire sul libro dell’Ambasciatore? tante, molte cose. Sarebbe infatti sussumere degli atteggiamenti umani – in tutte le loro sfumature – sotto due concetti generici e polemici come quelli di apocalittico e integrato. Se fosse altrimenti, il lettore frettoloso che avesse letto Moderne Odissee potrebbe annoverare l’Ambasciatore Antonio Morabito tra coloro che non scorgono alcun barlume di luce in questi tempi non esattamente luminosi.
Ma così non è!
Ed infatti all’apocalittico che non vede altro che rovine dietro e avanti a sé, come l’Angelus Novus di

Amb. Antonio Morabito con Consigliere di Stato Francesco Paolo Tronca

Walter Benjamin che guarda angosciato il passato fatto di rovine mentre il vento (il tempo) lo spinge via, verso un presente e un futuro altrettanto catastrofico, l’autore oppone l’eroe epico Ulisse che nonostante le avversità è spinto dalla speranza di rivedere la sua petrosa Itaca. Nelle dense pagine del libro di Morabito, nelle quali l’autore non sfoggia una cultura aristocratica, intesa come gelosa coltivazione, assidua e solitaria, del proprio sapere, ma piuttosto una incessante dialettica con il presente, sporcandosi le mani con la realtà che ci circonda, si leggono lucide analisi delle piaghe della modernità (o forse dovremmo dire della post-modernità): dalla nuova povertà, all’immigrazione, ai disastri ambientali, volte ad offrire un messaggio, comunque, positivo nell’affrontare queste sfide. Speranza, fides verso l’Uomo, dettata, verosimilmente, nell’autore da una visione escatologica di salvezza frutto di una convinta educazione cristiana, ricevuta presso il “collegio dei Papi”, il Capranica di Roma. Più voci si sono interrogate sui quesiti che Morabito pone ai novelli Ulisse, soprattutto i giovani, che debbono affrontare i procellosi mari del futuro prossimo venuto. Un coro diretto dal Prof. Emilio Petrini Mansi Marchese della Fontanazza che, dopo aver delineato da par suo, un breve ma incisivo ritratto professionale degli illustri relatori intervenuti, tra cui il Consigliere di Stato Francesco Paolo Tronca e il Prof. Avv. Fausto Giumetti dell’Università di Firenze, ha introdotto gli organizzatori dell’evento: il Presidente del Consiglio Comunale Francolino Bondi, il Presidente del Club Lions Castelnuovo di Garfagnana Carlo Puccini e il Sindaco di Castelnuovo di Garfagnana Andrea Tagliasacchi il quale ha voluto esprimere preziosi suggestioni provocati dalla lettura del libro. Il Primo Cittadino ha posto l’attenzione dei partecipanti sulle grandi tematiche di diritto internazionale,

Teatro Alfieri, Castelnuovo di Garfagnana, tavolo relatori per Moderne Odissee dell’Amb. Morabito

ricordando che l’equilibrio fra gli Stati deve essere impostato su principi condivisi che possano tradurre la collaborazione fra Paesi in una vera forza di intervento su ferite ancora sanguinanti come l’immigrazione e la pace universale. La parola è stata poi data al Consigliere di Stato Francesco Paolo Tronca, già commissario straordinario del Comune di Roma e Prefetto delle province di Milano e Lucca, che ha voluto coniugare una attenta lettura dell’opera alle proprie esperienze professionali nella gestione della cosa pubblica. Tronca ha parlato di un libro «che respira e che fa sospirare, nel quale si ritrovano alcune risposte che valgono per l’oggi globale e soprattutto per l’Italia». Si è quindi soffermato su alcuni specifici temi come la dilagante povertà che colpisce sempre più nostri connazionali. E al riguardo ha ricordato come nella sua esperienza di rappresentante del Governo per la provincia di Milano abbia più volte assistito alle file innanzi alle mense “dei poveri” di milanesi, soli o in famiglia, che pur trovandosi in quelle sfortunate circostanze conservavano una profonda dignità.

Da sx. Puccini, Morabito, Tronca, Petrini Mansi, Tagliasacchi, Giumetti

«Dobbiamo tornare ad un’etica della responsabilità» ha più volte energicamente ribadito il Consigliere Tronca nel quale ognuno di noi si renda autore del bene comune inteso come utilità di tutti. Ma proprio in ragione degli incarichi svolti il Dottor Tronca ha volto lo sguardo oltre i confini italiani, mettendoci in guardia sui pericoli relativi all’utilizzo dei nuovi mezzi di comunicazione, che se indubitabilmente sono una finestra sul mondo e, come tali, strumenti di diffusione della conoscenza hanno altresì un “lato oscuro” che riguarda la cyber security e la tutela dei nostri dati personali. È stata così evidenziata la conflittualità tra la circolazione delle informazioni e la limitazione delle nostre libertà individuali, innanzitutto della nostra identità personale, sempre più monitorata da un Grande Fratello tanto impercettibile quanto onnipresente.
Ha preso poi la parola il Prof. Avv. Fausto Giumetti, studioso di diritto romano, il quale ha evocato l’immagine epica di Ulisse proprio nell’ottica del libro di Morabito, per cui tutti noi siamo dei naufraghi che tentiamo con tanta fatica, senz’olio e controvento, di tornare al porto sicuro della nostra Itaca, rappresentata, nella prospettiva dell’autore, dalla salda acquisizione dei valori quali la giustizia e l’equità, volti a fondare una nuova paideia, una rinnovata educazione civica. Ma per fare questo, ha ricordato il giurista, si debbono tenere lontane le sirene dell’individualismo imperante, che vogliono distrarci dalla nostra comunità di riferimento per farci diventare sempre più soli e quindi più facilmente attaccabili dai Signori della Guerra. Nello scrivere le proprie pagine Antonio Morabito, come è stato evidenziato da tutti i relatori e dagli attenti lettori presenti in sala, fa tesoro delle proprie esperienze personali tra le quali la consapevolezza delle difficoltà che ha affrontato la sua famiglia che, come quella di ogni diplomatico, ha dovuto disfare spesso le valigie e ricominciare daccapo in diversi continenti; gli amici su cui poter contare, fondamentali in una vita senza punti di riferimento spaziali, una vita che proprio per la sua tensione errante rischia di non trovare mai una propria patria ma solo dei non-luoghi, con il loro necessario spaesamento. Insomma, quello del Ministro Plenipotenziario Antonio Morabito può essere appieno annoverato tra i libri che una volta letti entrano in noi con una forza inconsueta, e che anche se non vengono ricordati nella loro interezza – grande cruccio di quello smemorato di Michel De Montaigne – comunque ci lasciano una traccia, un segno, un’impronta.
Tra il pubblico spiccava Cristina Conforto Galli consorte del Consigliere di Stato Tronca, l’assessore Pier Luigi Raggi, imprenditori illuminati come Pietro Paolo Tognetti (Ipersoap) con la consorte Silvana, l’Arch. Alessandro Bertolani (Antica Valserchio) con la mamma Signora Anna Pedri, Carlo Puccini con molti soci Lions, Silvia Biagioni, e molti altri. Il giusto coronamento della giornata ha trovato luogo intorno al banchetto luculliano, organizzato dall’Amministrazione, presso il ristorante Al Teatro Laboratorio del Gusto che ha accolto impeccabilmente i relatori ed i partecipanti deliziati con la rivisitazione 2.0 dei piatti della migliore tradizione locale. I saluti sono stati impreziositi da omaggi in cashmere, gentilmente offerti dall’ Artes Antica Valserchio, azienda nata a Castelnuovo negli anni ’50 del secolo scorso, oggi alla terza generazione di tessitori, che continua a produrre capi accessorio, tessuti per arredamento e per abbigliamento, realizzati con la tecnica tradizionale lucchese risalente al XII° secolo.