spot_imgspot_imgspot_img

A Firenze, i sogni disegnati di Paolo Martini

Disegni incantevoli, a matita, china, acquerello, magie su carta, come sogni. Fino al 13 settembre Palazzo Medici Riccardi ospita la mostra “Paolo Antonio Martini. Disegno e dunque sogno”, omaggio a una delle figure più originali e poliedriche del panorama architettonico e culturale fiorentino degli ultimi decenni. Nato a Massa nel 1943 e scomparso a firenze quattro anni fa, Martini è stato architetto ma anche artista – amava definirsi “archi-sta”, illustratore e appassionato disegnatore.
Ampia la selezione di lavori – tra schizzi, appunti, studi, acquerelli e illustrazioni – selezionati negli oltre cento quaderni che Martini ha creato tra il 1972 e il 2022. Riflessioni visive da cui originava tutta la sua produzione, non come semplice strumento preparatorio ma come indagine della realtà, momento di riflessione e sviluppo di idee. Spiega uno dei due curatori, Samuele Caciagli: “Paolo Antonio Martini dimostra come, anche nell’epoca digitale, il disegno rimanga il luogo originario dell’architettura e il suo lavoro ci ricorda che l’architetto, prima ancora di essere un progettista, è un interprete della realtà attraverso la linea — e che nel disegno sopravvive, intatta, la possibilità di pensare per immagini il mondo che vogliamo costruire”.
Laureato a Firenze nel 1969 e vincitore nel 1971 del Grand Prix d’Urbanisme et d’Architecture, Martini ha firmato nel corso della sua carriera progetti di insediamenti abitativi, edifici scolastici, complessi multifunzionali, strutture turistiche e interventi sullo spazio pubblico, con un’attenzione precoce ai temi dell’architettura bioclimatica e della qualificazione delle aree verdi. Parallelamente all’attività di architetto – o forse alla sua base – ha sempre disegnato a mano libera, un’attività che considerava necessaria per lo sviluppo del pensiero. Un talento che lo porterà negli anni Duemila a pubblicare storie illustrate e fumetti.
Curata da Samuele Caciagli e Francesco Gurrieri, da un progetto di Laurence Morel, Charlotte Martini e Sibylle Martini, la mostra trae il titolo da una frase che Martini amava ripetere: “Disegno e dunque sogno” appunto.

ultimi articoli