A Firenze, il restauro del Perseo sarà eseguito davanti a tutti

Un nuovo cantiere di restauro aperto al pubblico, perché tutti possano osservare la perizia di chi si occupa della cura delle opere e allo stesso tempo nessuno debba rinunciare alla visione delle opere. Da oggi fino al 5 settembre 2026 ilMuseo Nazionale del Bargellodi Firenze permetterà ai visitatori di seguire dal vivo tutte le fasi dell’intervento conservativo dedicato al basamento del celebre Perseo di Benvenuto Cellini, uno dei massimi capolavori della scultura fiorentina del Cinquecento.
Il restauro interesserà il raffinato basamento marmoreo realizzato tra il 1549 e il 1553 su commissione di Cosimo I de’ Medici per accompagnare il celebre bronzo destinato alla Loggia dei Lanzi. Conservato oggi nella Sala di Michelangelo e della scultura del Cinquecento del Bargello, il complesso è ricco di simboli e dettagli decorativi: protomi di caprone legate al segno zodiacale del Capricorno, fiaccole e mascheroni allegorici, erme femminili ispirate a Diana Efesia e le quattro statuette bronzee raffiguranti Giove, Minerva, Mercurio e Danae con il piccolo Perseo.
Dopo quasi trent’anni dall’ultimo intervento, effettuato tra il 1995 e il 2000, il nuovo restauro punta a stabilizzare i fenomeni di degrado e a restituire maggiore leggibilità estetica e materica all’opera. Saranno restaurate anche le statuette bronzee e la storica spada in ferro del Perseo, normalmente esposta nella sala dell’Armeria del museo.
“Aprire al pubblico un restauro così delicato e complesso significa condividere non solo il risultato finale, ma anche il processo di conoscenza che accompagna ogni intervento conservativo”, spiega Andreina Contessa, direttore generale del complesso formato da Galleria dell’Accademia e Musei del Bargello.
Il cantiere “live”, allestito nella sala mostre al piano terra del museo, sarà accompagnato da pannelli informativi, contenuti video e incontri con restauratori e personale scientifico, offrendo ai visitatori un’occasione unica per conoscere da vicino la storia conservativa del capolavoro di Cellini e il lavoro della tutela del patrimonio artistico italiano.


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