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A Firenze un nuovo giardino per Mario Piccioli, superstite di Mauthausen

È stato intitolato a Mario Piccioli, superstite dei campi di concentramento di Mauthausen, Ebensee e Linz III e presidente dell’associazione Aned, il nuovo giardino pubblico di San Lorenzo a Greve, con accesso da viuzzo delle Case Nuove. Un luogo verde dedicato alla memoria e alla testimonianza di chi ha vissuto direttamente gli orrori della deportazione nazista.
La cerimonia di intitolazione si è svolta alla presenza della sindaca Sara Funaro, del sindaco di Mauthausen Thomas Punkenhofer, delle assessore alla toponomastica Caterina Biti e alla cultura della memoria Benedetta Albanese, dei consiglieri comunali Luca Milani e Marco Burgassi, del consigliere regionale Andrea Vannucci, del presidente del Quartiere 4 Mirko Dormentoni, del presidente di Aned Firenze Lorenzo Tombelli e di Laura Piccioli, familiare di Mario Piccioli.
La delibera di denominazione del nuovo giardino di San Lorenzo a Greve è arrivata dopo la decisione del Collegio di Presidenza del Quartiere 4, su proposta della sezione fiorentina dell’Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti (Aned), che ha voluto ricordare una figura simbolo della memoria della deportazione.
“Siamo felici di intitolare questo luogo a Mario Piccioli – ha sottolineato la sindaca Funaro – i motivi sono tanti e tutti importanti. Anzitutto perché Firenze è la città della Resistenza, la città dei diritti e delle libertà. Poi perché è giusto ricordare uomini come Mario Piccioli che hanno prima rischiato la propria vita per questi valori e poi si sono spesi fino all’ultimo per tramandarne la memoria”.
“La storia di Mario Piccioli – ha aggiunto – è una storia straordinaria: la sua era una delle famiglie che aveva scelto dichiaratamente di non aderire al fascismo. A questo si è aggiunto che Mario ha anche vissuto l’esperienza terribile dei campi di concentramento”.
Piccioli, ha ricordato ancora la sindaca, “ha avuto la forza di combattere il fascismo e poi quella di continuare a tramandare la memoria come presidente dell’Aned, ogni volta riaprendo quella ferita ma con la volontà di fare in modo che i giovani non si dimenticassero e potessero essere nuovi testimoni in quella staffetta della memoria che, ora più che mai, si rende necessaria”.
“È stato anche un uomo che ha sempre creduto nel dialogo e nei ponti, molto impegnato per la pace. I bambini che giocheranno in questo giardino, le famiglie e gli anziani che arriveranno qui alzeranno la testa e si fermeranno a guardare questa targa: potranno non solo approfondire la storia ma, soprattutto, tramandare la memoria. E fare in modo che ancora oggi Firenze, in un momento storico così drammatico, possa continuare a essere città di Resistenza, città antifascista e città di diritti e di libertà”.


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