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A Porto Ercole la mostra su Mauro Staccioli a Forte Stella

A Forte Stella, nel cuore di Porto Ercole, la pietra e il ferro del bastione seicentesco diventano parte integrante del linguaggio artistico di Mauro Staccioli. È qui che prende forma la mostra dedicata allo scultore volterrano, una sintetica ma intensa retrospettiva promossa e sostenuta dal Comune di Monte Argentario, dall’Azienda Speciale Argentario Mobilità & Ambiente e da Argentario Turismo, con il contributo scientifico dell’Archivio Mauro Staccioli.

L’esposizione “La scultura. Segnare, interrogare, attraversare”, visitabile dal 6 giugno al 27 settembre, presenta ventidue opere tra sculture e disegni, e dà vita a un percorso che attraversa oltre quarant’anni di ricerca artistica, dal 1971 al 2016, mettendo in luce il rapporto costante tra forma, spazio e paesaggio che ha definito l’intera produzione dell’artista.

All’esterno, quattro opere monumentali sono collocate nei quattro angoli dei bastioni su cui si innesta la struttura esagonale del Forte a forma di stella. All’interno, nelle sei sale triangolari del complesso, il visitatore potrà incontrare altre quattordici sculture e quattro disegni, disposti in ordine cronologico per restituire l’evoluzione coerente del linguaggio di Staccioli.

La mostra evidenzia con chiarezza il principio cardine della poetica dell’artista che vede la scultura non come oggetto isolato, ma come segno che dialoga con il luogo.

“Le sculture di Mauro Staccioli nascono da un dialogo profondo con lo spazio per cui sono realizzate: non lo occupano soltanto, ma lo interrogano, lo trasformano, invitano ad attraversarlo” commentano le curatrici Francesca Rosi e Caterina Martinelli, sottolineando come l’artista abbia costruito nel tempo una “costellazione di segni” capaci di modificare la percezione dell’ambiente.

Nel percorso espositivo emerge anche la trasformazione del linguaggio dell’artista: dalle prime strutture in cemento degli anni Settanta, concepite come “barriere” che riflettono tensioni sociali e politiche, fino alle forme curve e aperte degli anni Ottanta e successivi, che invitano invece all’attraversamento e alla relazione con il paesaggio.

Le opere in ferro, cemento e acciaio corten presenti a Forte Stella restituiscono questa evoluzione, mentre i disegni su carta mostrano il legame costante tra progetto e scultura, tra idea e materia.

A emergere è una ricerca che, nel tempo, ha trasformato la scultura in uno strumento di lettura critica dello spazio, capace di far rallentare lo sguardo e rendere il paesaggio un’esperienza consapevole.

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