A Viareggio eucarestia per tutti, ecco l’ostia senza glutine

VIAREGGIO – Alla messa di Pasqua nella chiesa di San Paolino molti fedeli sono stati colpiti dalla somministrazione dell’eucarestia: è avvenuta in due file, una delle quali riservata ai celiaci, le persone intolleranti al glutine contenuto nei cereali e, dunque, nelle particole della comunione che sono fatte di farina di frumento e acqua.

«GIA’ da tempo – spiega il parroco don Franco Raffaelli – abbiamo le ostie per celiaci. Le usiamo anche la domenica, e sono fatte col grano, ma con un trattamento che ne ha eliminato il glutine». Per la precisione, l’ostia è quella grande usata dal sacerdote durante l’elevazione e la trasustanziazione, cioè la trasformazione secondo la fede del pane azzimo nel vero corpo di Cristo, e del vino nel sangue di Cristo. Gesù istituì il rito durante l’Ultima cena, in occasione della Pasqua ebraica (Pesach) in cui si mangiava pane azzimo, cioè non lievitato, in ricordo della frettolosa partenza degli ebrei dall’Egitto. Come ricorda l’Esodo, le donne ebraiche non ebbero tempo di far lievitare il pane, e cossero le focacce senza lievito, cioè gli azzimi. La crocefissione di Gesù, per l’appunto, avvenne durante la Pasqua ebraica. Per questo il pane della Messa cristiana non deve essere lievitato, ma deve essere fatto di grano come gli azzimi dell’Ultima Cena. Per secoli i fedeli hanno avuto a disposizione solo particole col glutine, e del resto solo di recente è stata scoperta la celiachia. Adesso il problema della Comunione dei celiaci è risolto.

«La questione – spiega don Franco – è che l’ostia deve essere fatta solo col frumento. Adesso la questione è risolta perché è possibile estrarre il glutine dal grano. Ormai l’ostia per celiaci è diventata cosa normale. In alternativa, come fatto già in passato a Lucca, è possibile dare l’eucaristia a queste persone usando solo il vino consacrato». Che nella liturgia comune, però, è riservato solo al sacerdote.