A Villa Argentina il libro di Valeria Palumbo

VIAREGGIO – Venerdì 15 giugno alle 17,30 Villa Argentina ospiterà la presentazione del nuovo libro di Valeria Palumbo Piuttosto m’affogherei. Storia vertiginosa delle zitelle. Alla presentazione sarà presente anche Rossana di Fazio. L’evento è stato organizzato in collaborazione con Casa delle donne di Viareggio, Comune di Viareggio, Centro l’una per l’altra, Cooperativa Cos.

Cita, zita, zitella, una parola antica che in origine indicava la ragazza non maritata; una parola diventata un insulto nell’ordine di un patriarcato stretto, che non concepisce per una donna altro destino che il matrimonio. Ma come si sa, ogni patriarcato è cieco e la sua lingua limitata. La storia illumina invece la ricchezza dei modi in cui la società si è articolata, in cui donne e uomini hanno potuto trovare un proprio spazio svicolando fra istituzioni spesso feroci. Piuttosto m’affogherei. Storia vertiginosa delle zitelle è, quindi la storia del nubilato dall’epoca dell’amazzone Camilla e della dea Diana ai giorni nostri. Vi è però un equivoco: zitella, inteso come nubile che nessuno ha voluto, inacidita e avanti con gli anni. Zitella è un concetto ottocentesco infatti, prima la zitella era semplicemente una ragazza. Questo non vuol dire che non esistessero le nubili e che quindi molte non lo scegliessero come destino. Anzi. La storia delle zitelle, poco conosciuta, molto interessante, è complessa e ha la sua svolta all’inizio dell’Ottocento,con la nascita del matrimonio d’amore. Da quel momento le donne hanno cominciato, nei romanzi prima, nella realtà poi, ad avere poter decisionale. Da allora è iniziata una battaglia: da una parte chi vorrebbe che ritornassero i ruoli tradizionali, dall’altra un numero crescente di ragazze che rivendicano il diritto a decidere per se stesse. Volendo essere in amore come nella vita, libere da giudizi e pregiudizi.
“Qual era il rapporto tra le zitelle vere e le donne che, rimaste vedove, non accettavano di sposarsi, o che si sposavano il più tardi possibile, o che fuggivano, in qualche modo, dal matrimonio? E, infine, che relazione c’era tra certe forme di aggregazione religiosa delle donne, tra certi cenacoli di artiste, che magari sorgevano all’ombra del convento, e la scelta di non sposarsi?”
In Piuttosto m’affogo. Storia vertiginosa delle zitelle si approfondiscono e si tenta di rispondere a questi interrogativi.
Valeria Palumbo racconta storie, esperienze, modi, trucchi e ribellioni con cui tante, in ogni tempo, hanno fuggito il matrimonio come la peste o lo hanno evitato per seguire altre strade. Dalle amazzoni alle beghine, dalla vestali alle regine vergini, dalle old maid britanniche alle zie di Paperopoli, il libro è un breve viaggio sulle multiformi esperienze delle donne che hanno scelto di non sposarsi.

Giornalista Rcs, storica delle donne (membro della Società italiana delle storiche), Valeria Palumbo tiene corsi universitari, scrive testi teatrali e conduce reading, corsi e incontri a festival storici e letterari. È stata caporedattore centrale de L’Europeo e di Global Foreign Policy, ha lavorato all’edizione digitale de La Gazzetta dello Sport e al Corriere della Sera e attualmente collabora con varie testate e con siti, radio, tv e associazioni culturali. Dopo la laurea in Scienze politiche alla Sapienza di Roma con una tesi sulla condizione femminile nel periodo fascista, Valeria cerca di restituire voce e visibilità a donne che per intelligenza, tenacia, talento e spirito di avventura, hanno sfidato, nei secoli il potere maschile. Per Edizioni Selene nel 2003 ha pubblicato Prestami il volto, un saggio sulle compagne di artisti famosi, vincitore nel 2006 del premio Il Paese delle donne e nel 2004 Lo sguardo di Matidia, sulla suocera dell’imperatore Adriano (aggiornato nel 2010 come La Divina Suocera e diventato e-book per Castello Volante). Per Sonzogno Le donne di Alessandro Magno (2005, nel 2013 e-book per l’Enciclopedia delle donne), Donne di piacere (2005) e La perfidia delle donne (2006). Per Bur nel 2007 Svestite da uomo. Per Odradek nel 2008 Le figlie di Lilith, sulla trasformazione del mito della femme fatale in diva, nel 2010 Dalla chioma di Athena e nel 2013 Geni di mamma. Nel 2009 L’ora delle Ragazze Alfa, sulla terza onda del femminismo (Fermento, vincitore del Premio Selezione Anguillara Sabazia città d’arte nel 2010). Del 2011 Veronica Franco, cortigiana e poetessa (Edizioni Anordest, dal 2014 in e-book per l’Enciclopedia delle donne). Nel 2013 Quando l’arte è donna. Tetralogia teatrale (e-book Cendon Libri); nel 2015 Arte, sostantivo femminile (Gam), 2016 “E fummo liberi (1943-1945)” (Sandro Teti Editore) e nel 2017 “Donne in scena”.

Il testo, 240 pagine, sarà acquistabile al costo di 16 euro.