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Abusi al Forteto, pena definitiva: arrestato Fiesoli

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FIRENZE – E’ stato arrestato questa mattina dai Carabinieri di Firenze Rodolfo Fiesoli, il “profeta”, fondatore del Forteto, dopo la condanna definitiva a 15 anni e 10 mesi ( 14 anni, 8 mesi e 17 giorni da scontare ). L’uomo è accusato di violenze su minori ospiti della comunità dallo stesso creata, iniziate nel 1975 e durate per circa 30 anni.

La Cassazione, la cui sentenza e’ arrivata nella serata di ieri, ha in sostanza confermato la condanna inflitta dalla corte di appello di Firenze a Fiesoli, disponendo un appello bis solo per un capo di imputazione relativo a un presunto episodio di violenza sessuale contestatogli.

Fiesoli, 76 anni, come spiegato dai carabinieri, e’ stato prima portato prima nella caserma a Pelago, dove risiede, per poi essere trasferito in quella di Pontassieve per il fotosegnalamento e di il trasferimento al carcere fiorentino di Sollicciano. L’uomo ha avuto un malore e per questo è stato portato all’ospedale di Ponte a Niccheri per una visita. Ai carabinieri che stamani si sono presentati nella sua abitazione, Fiesoli è apparso sorpreso: non si aspettava l’ordinanza di esecuzione della pena. E’ rimasto in silenzio e ha riempito una borsa con i suoi effetti personali seguendo poi i militari.

“Soddisfazione per la giustizia del diritto resa alle vittime. Ora avanti con quella morale delle pubbliche scuse istituzionali”, commenta Stefano Mugnai (Capogruppo Fi in Consiglio regionale ePresidente della prima commissione d’inchiesta sul Forteto, proponente della ‘bis’: “E’ stato un percorso lungo e di grande sofferenza, ma giustizia è fatta. Esprimo soddisfazione per la sentenza con cui la Suprema Corte ha confermato la condanna comminata a Rodolfo Fiesoli, a giudizio per l’orribile vicenda del Forteto. Ciò rende alle vittime giustizia nel diritto. Ora si apra la via della necessaria giustizia morale verso questi ex bambini che venivano affidati dalle istituzioni all’interno di quella comunità-setta, giustizia morale che passa per l’ammissione ciascuno del proprio segmento di responsabilità e per pubbliche scuse. Se, come durante il lavoro d’indagine effettuato in Commissione d’inchiesta è emerso, il conformismo culturale e amministrativo è stato determinante affinché le violenze e gli abusi sui minori al Forteto si protraessero per trent’anni, con questa sentenza, oggi, l’asse del conformismo si ribalta. Già altre sentenze affini, sempre sul Forteto, rimasero inascoltate. Non permetteremo che accada di nuovo”.

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