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Acciaieria Green a Piombino: Metinvest Adria aggiorna il piano per accelerare l’iter ambientale

Il progetto per la realizzazione della maxi acciaieria ecosostenibile di Metinvest Adria nel polo siderurgico di Piombino ha compiuto un decisivo passo avanti. Nella giornata di ieri infatti la società ha comunicato la ripresentazione della domanda di screening VIA (Valutazione di Impatto Ambientale), integrata con nuovi documenti tecnici.
L’obiettivo dichiarato dall’azienda è duplice, in primis recepire ufficialmente le osservazioni sollevate dalla Regione Toscana e dalle associazioni ambientaliste e, proprio grazie a questo allineamento preventivo, ridurre al minimo i tempi della procedura autorizzativa.
La novità più rilevante riguarda il perimetro dell’impianto. Metinvest ha infatti deciso di accogliere le istanze del territorio, escludendo così un’area di circa 9 ettari inizialmente inserita nel progetto, poiché classificata come zona umida.
“Questa scelta rappresenta un passo concreto verso la trasparenza e la collaborazione con gli stakeholder locali” fanno sapere dalla società. La revisione punta a rafforzare la sostenibilità complessiva dell’opera, riducendo l’impatto sulle aree naturali sensibili e confermando la volontà di proseguire il percorso in modo “responsabile”.
Nonostante il passo avanti della società, il completamento dell’opera è ancora molto lontano. Stando al coordinamento Articolo 1- Camping Cig sono ancora molti infatti i dubbi, soprattutto sull’effettivo stato di avanzamento dell’opera, dal momento in cui il progetto era stato “archiviato” dalla Regione a causa di gravi lacune documentali.
Secondo i rappresentanti del coordinamento, resterebbero ancora 36 quesiti cruciali privi di risposta, riguardanti sia dettagli progettuali che impatti ambientali profondi. “La propaganda positiva fatta di colloqui conoscitivi con i lavoratori – ha attaccato il coordinamento – contrasta con una realtà fatta di documenti mancanti e ritardi tecnici”.
La sfida per Metinvest Adria sarà ora dimostrare che l’aggiornamento della documentazione sia sufficiente a colmare il vuoto informativo segnalato e a trasformare le promesse “green” in un cantiere operativo.

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