Accoltellato a morte, tutti i retroscena del delitto che ha sconvolto Viareggio

VIAREGGIO – ( di Letizia Tassinari )-  Tre colpi mortali. Uno dietro l’altro. Con un coltello da cucina dalla lama di 15 centimetri, comprato nemmeno un’ora prima dell’omicidio in un supermercato di Viareggio e ritrovato dalla Polizia nella lavastoviglie della casa a Camaiore dove l’omicida arrestato ieri sera, come già scritto da TGregione.it ( LEGGI ANCHE: Preso: fermato e interrogato, l’omicida della Passeggiata è in cella  ), viveva da circa un anno con la compagna, una 41enne del posto. Sono questi i retroscena dell’indagine lampo che ha portato gli uomini dell’Anticrimine del Commissariato di Viareggio a fermare il killer, Abdel Kader Fakhar, trentenne marocchino incensurato ma irregolare in Italia, e sul quale pendeva un decreto di espulsione. Una telefonata tra i due, avvenuta poco prima, un appuntamento sulla Passeggiata, per un chiarimento a quattr’occhi dopo una lite avvenuta la sera precedente in piazza della Stazione a causa di un sinistro stradale, come spiegato dall’arrestato durante l’interrogatorio in Commissariato dall’arrestato, poi la mattanza e la fuga, col coltello ancora insanguinato, infilato nella tasca dei pantaloni.  Il fatto di sangue che si è consumato in pieno giorno, davanti a bambini  e mamme ( LEGGI ANCHE: Sangue in Passeggiata: accoltellato in pieno giorno dopo una lite  ), in un luogo, la Passeggiata, frequentato da tutta la città di Viarggio, ha sollevato una levata di scudi sia da parte di tante forze politiche che da parte di imprenditori e comuni cittadini. “Le indicazioni sul presunto killer da parte dei vari testimoni  – ha spiegato il dirigente del Commissariato di Polizia di Viareggio, dottor Raffaele Gargiulo,  durante la conferenza stampa di questa mattina – sono state preziose, cosi come la conoscenza del territorio che hanno i poliziotti del Commissariato. Le indagini hanno subito portato a individuare l’omicida, ripreso anche dalle telecamere del supermercato dove aveva acquistato il coltello”. Nemmeno due ore e per l’omicida sono scattate le manette ai polsi. Quando la Polizia ha bussato alla porta, Abdel Kader Fakhar,  che non si aspettava di essere scoperto, si è barricato in casa, ha tentato di fuggire ma è stato placcato, caricato sulla pantera e portato via. Schiaccianti le prove: oltre al coltello, messo a lavare, e sul quale verranno fatte le comparazioni col dna della vittima, la cui autopsia è stata fissata per lunedi prossimo, gli agenti hanno ritrovato i vestiti del killer ancora sporchi di sangue. Difeso di fiducia dagli avvocati Massimo Landi del Foro di Lucca e dall’avvocato Gerardo Cembalo del Foro di Salerno, al quale i parenti, che vivono in Campania, si sono rivolti, Fakhar attende in cella a San Giorgio, dove oggi si è avvalso della facoltà di non rispondere, l’udienza di convalida del fermo di pg fissata per lunedi alle 9 di mattina davanti al gip Silvia Mugnaini e l’interrogatorio di garanzia.  I parenti della vittima, Ayoube El Fadili, 26enne del Marocco con precedenti per droga, sposato con una ragazza di Viaregggio, si sono rivolti allo studio dell’avvocato Gambini.

( foto di Iacopo Giannini )

 

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