Accoltellò autista di un bus, ora potrebbe uscire dal carcere

«Adesso vorrei che tornasse nel suo paese. Aveva ragione la prima psicologa che mi ha seguito. Disse ‘non te lo dimenticherai mai’. Proprio così, è stato un anno tremendo».

Queste le parole di Alessandro Martini, l’autista di Tiemme accoltellato il 29 luglio 2017 a Santa Colomba mentre era in servizio sul bus.

Ora l’ivoriano Salif Sako, che colpì l’autista al petto con un coltello dalla lama di venti centimetri, ha presentato ricorso in appello.

Il 26 luglio scorso il giudice lo aveva condannato a sette anni di reclusione per tentato omicidio. Più porto abusivo di arma, danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale.

«Il termine per il deposito scadeva il 31 dicembre – spiega l’avvocato Biotti –; posso solo dire che ho puntato l’attenzione sulla compatibilità fra la dinamica e il reato che contesto. A mio avviso non è assimilabile ad un tentato omicidio piuttosto, come ho evidenziato anche nel primo grado di giudizio, alle lesioni. Secondariamente ho chiesto un’integrazione in merito alla capacità di partecipare al processo da parte di Sako». Come si ricorderà il giudice Ottavio Mosti aveva riconosciuto un vizio parziale di mente anche se le perizie confermarono che poteva stare in giudizio.

Da quel drammatico 29 luglio, quando sferrò tre colpi al petto all’autista di Tiemme, l’ivoriano si trova in carcere a Santo Spirito.

Se entro il 23 ottobre prossimo non sarà fissato l’appello scadrà la misura cautelare e l’aggressore tornerà libero.

 

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