Accordo di programma sulla balneazione: “Gestione incauta, Camaiore si faccia da parte”

VIAREGGIO – «Viareggio chiede la revoca di Camaiore dal ruolo di Comune capofila nell’accordo di programma sulla balneazione e si candida a prenderne il posto».

Questo quanto dichiarato dal sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro in conseguenza della decisione dell’Amministrazione Del Dotto di chiudere i rapporti con la Lwt Gmbh Disinfection Technologies, ditta proprietaria del brevetto per gli impianti di ionizzazione.

«Tutta la faccenda è stata gestita in maniera incauta – continua il primo cittadino -: in questi mesi abbiamo visto tante chiacchere ma fatti davvero pochi. L’unica cosa certa a questo punto è che la fossa dell’Abate può dire addio al suo impianto di ionizzazione, presentato ancora meno di tre mesi fa con grandi proclami da parte del Comune di Camaiore e di cui lo stesso sindaco Del Dotto si era fatto promotore prendendo fortemente posizione sia rispetto alla sua fattibilità che ai risultati che ne sarebbero derivati».

 «Un atto unilaterale con la stagione praticamente alle porte, e che ci pare quanto meno avventato. Senza contare l’atteggiamento decisamente poco istituzionale nei confronti degli Enti firmatari che non stati preventivamente avvisati della decisione presa».

«Questa Amministrazione ha ereditato – e preciso che l’idea della sperimentazione non ci ha mai visto entusiasti – i termini di un accordo precedente al nostro insediamento, che ruotava tutto intorno a questo impianto, al quale erano, e sono, legate le attese sia dei balneari che di tutta la filiera che lavora con il turismo».

«Adesso si è deciso di interrompere un processo che appena tre mesi fa, ci avevano detto, essere a buon punto. Un atto che mette in discussione tutto l’accordo di programma, senza minimante preoccuparsi degli altri Enti firmatari che nel frattempo hanno iniziato il percorso per la messa in opera dei lavori concordati».

Nell’accordo di programma erano previsti infatti da un lato la realizzazione dell’impianto di ionizzazione e la messa in opera degli gli spandenti a mare, dall’altra interventi sulle fognature nere.

«Il Comune di Viareggio – dichiara il sindaco – in collaborazione con Gaia, ha dato il via ad importanti interventi sulle fognature, sia nella zona a nord della via Aurelia, nell’area del cavalcavia Barsacchi, e altri ne seguiranno a breve. Un cronoprogramma che stiamo seguendo, pur con tutte le difficoltà del caso». 

«Sforzi che potrebbero adesso essere vanificati: il rischio, a questo punto concreto, è quello di dover affrontare i mesi estivi senza che niente o quasi sia stato fatto per prevenire i problemi legati alla balneazione, solo perché chi aveva preso precisi impegni non è poi stato in grado di portarli a compimento».

 «Un rischio che il Comune di Viareggio non intende correre – conclude Del Ghingaro -. Per rispetto verso gli operatori turistici ma anche di tutti i cittadini».

“Purtroppo serve a poco ricordare “noi l’avevamo detto”, ma quando dopo due anni gli effetti paventati si verificano, siamo ancora più dispiaciuti per non essere stati ascoltati . Parlo del convegno “Mare in chiaro ” da me organizzato a Viareggio il 18/04/2014 al quale  furono invitati tutti i sindaci della Versilia” – commenta la senatrice Manuela Granaiola -: ” Al convegno parteciparono Franco Gallori, Dirigente Tutela e gestione delle risorse idriche, il prof. Renato Iannelli (Università di Pisa) sul tema “Trattamenti di ossidazione avanzata per la disinfezione delle acque”, la prof.ssa Annalaura Carducci (Università di Pisa) sul tema “Indicatori microbici della qualità delle acque di balneazione e loro significato per la tutela della salute pubblica”, il professor Enio Paris (Università di Firenze) sul tema “Qualità dell’acqua e detriti flottanti alla foce del torrente Camaiore”, il prof.Pier Luigi Aminti (Università di Firenze), sul tema “Evoluzione delle spiagge della Versilia e previsioni fino al 2030”, il prof.Luigi Masotti e la professoressa Paola Verlicchi (Università di Ferrara), sul tema “Controllo dell’inquinamento batterico alla foce di corsi d’acqua”. Al convegno partecipò anche una rappresentanza degli imprenditori balneari che erano logicamente i più interessati al problema della balneabilità delle acque, dopo naturalmente i cittadini della Versilia ed i turisti. Dal dibattito emerse con chiarezza che la soluzione della ionizzazione, oltre ad essere molto costosa, non avrebbe assolutamente risolto il problema, mentre la fitodepurazione ad esempio sarebbe stata una soluzione molto più efficace ed economica. Il prof. Masotti che parlò dell’efficacia dell’acido paracetico come soluzione supereconomica ed efficace in tempi rapidissimi fu quasi considerato un vecchio visionario. Insomma i Sindaci decisero di proseguire la strada della ionizzazione perchè ormai il progetto era stato avviato, commissionato ecc, ecc. ed io, insieme a chi la pensava come me,  dovemmo fare un passo indietro.  Ma oggi i fatti ci dicono che forse un po’ di ragione ce l’avevamo e allora riprendiamo le forze e chiediamo al Sindaco di Camaiore se, visto che la ionizzazione per sfortuna non è partita e forse per fortuna non partirà,  intende riconsiderare altre soluzioni, oltre l’acido paracetico naturalmente e se è a conoscenza di quanti controlli ha effettuato l’Arpat sull’operato di GAIA in merito al  corretto funzionamento dei depuratori.  Infine se non sia il caso di prevedere un sistema di controlli automatici sugli stessi. Sappiamo bene che il sistema fognario versiliese presenta ancora alcuni problemi sopratutto per le diverse  commistioni ed in particolare tra fogne bianche e nere. Non sarebbe allora il caso di chiedere alla Regione di dirottare i fondi previsti su interventi relativi allo stesso?”

 

Lascia un commento