La Regione Toscana blocca gli accorpamenti scolastici previsti per il 2026/2027 e sceglie la strada del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica contro il Decreto Interministeriale 124/2025. Il provvedimento statale, secondo la Regione, si fonda su dati errati e produrrebbe “tagli ingiusti” al sistema scolastico toscano.
Ad annunciare la scelta è stato il presidente Eugenio Giani, che ha parlato apertamente di un “vulnus istituzionale” nei numeri utilizzati dal Governo. Alla base della contestazione ci sarebbe una discrepanza rilevante nelle proiezioni sulla popolazione studentesca: secondo i dati ministeriali gli iscritti in Toscana sarebbero circa 428mila, mentre quelli effettivi sono 436mila. Ottomila studenti in più che, tradotti in termini di assetto scolastico, ridurrebbero sensibilmente il numero degli accorpamenti necessari.
Con i dati reali – è la tesi della Regione – gli accorpamenti scenderebbero da 16 a circa 8 su un totale di 466 istituti. In questo scenario verrebbero salvati, tra gli altri, l’istituto comprensivo di Capraia e Limite, il liceo classico Carducci di Viareggio, il comprensivo di Montecarlo e anche il liceo Michelangiolo di Firenze.
Altri istituti che, secondo questa ipotesi, eviterebbero il ridimensionamento sono il comprensivo Ferrucci di Larciano, il don Lazzeri-Stagi di Pietrasanta, il comprensivo Orsini di Castiglione della Pescaia e lo scientifico Marconi di Carrara. Resterebbero invece nella lista degli accorpamenti realtà scolastiche come il Tifoni di Pontremoli, il Berni di Lamporecchio, il San Bernardino di Siena, il comprensivo di Bagni di Lucca, il Meucci di Massa, il don Milani di Orbetello, l’Agrario Anzillotti di Pescia e il comprensivo di San Gimignano.
Nel frattempo la battaglia si gioca anche sul piano politico e istituzionale. Giani ha invitato tutte le Province a seguire l’esempio della Città Metropolitana di Firenze, che affiancherà formalmente la Regione nel percorso del ricorso. Un appello è stato rivolto anche ai parlamentari toscani, di ogni schieramento, affinché presentino emendamenti alla prossima legge di bilancio per fermare una riduzione degli istituti giudicata dannosa per i territori.
A chiarire la posizione dell’amministrazione regionale è intervenuta anche l’assessora all’istruzione Alessandra Nardini, che ha confermato la sospensione degli accorpamenti: “Attendiamo l’esito dei ricorsi – ha spiegato – perché riteniamo questi tagli assolutamente ingiusti e basati su presupposti che non rispecchiano la realtà delle nostre scuole”.
La Toscana, dunque, non arretra sul fronte della difesa della rete scolastica e rilancia la propria contrarietà a un dimensionamento che, a giudizio della Regione, rischia di impoverire il sistema educativo e creare nuovi disagi a studenti, famiglie e personale.



