Acquistare un cavallo è un atto di seria responsabilità, i consigli dell’esperto

VIAREGGIO – ( di Paola Apolloni, Centro Ippico il Sentiero ) – Acquistare un cavallo è un atto di seria responsabilità. La famiglia o chi si appresta a farlo deve considerare che si assume l’impegno di avere un animale a cui deve mantenere un benessere composto sia da alimenti, cure e movimento. Sempre da considerare è che i cavalli vivono a volte anche oltre i trent’anni, e per i cavalli non destinati alla produzione di alimenti, dobbiamo già avere coscienza che un giorno dovremmo provvedere ad un luogo adatto per la loro fine carriera, o semplicemente perché si sono fatti male e non possono più essere montati.

Apprestarsi a comprare un cavallo significa trovare il giusto compagno per il cavaliere. Un proverbio diceva: “cavallo anziano per cavaliere giovane, e cavallo giovane per cavaliere anziano”, specificando che per “cavaliere giovane” è colui che ha poca esperienza di doma, addestramento, e di saper montare, viceversa dicasi “cavaliere anziano” colui che ha decenni di esperienza sia come cavaliere che anche come addestratore. Questo proverbio è come se fosse una bibbia. Tante volte si vedono giovani cavalieri che presi dall’euforia comprano cavalli giovani, inesperti, puledri, o addirittura cavalli purosangue scartati dalle corse. Non c’è cosa peggiore che si possa fare. Infatti, nella maggior parte dei casi succede che l’accoppiata cavallo cavaliere non si trova. Il cavallo acquisisce dei vizi importanti e pericolosi, ed il cavaliere rischia spesso di farsi davvero male. Il cavallo subisce l’inesperienza del cavaliere, viene sciupato, e purtroppo tante volte si vedono sul mercato equestre cavalli abbandonati perché con difetti caratteriali dovuti solo per l’incompetenza del cavaliere. Quindi saper acquistare il soggetto giusto è molto importante. Sarebbe bene  farsi consigliare da persone veramente esperte del settore, e sempre una preventiva visita veterinaria evince ogni dubbio sulla salute del cavallo. Vi sono alcuni vizi (redibitori) occulti che nell’atto di acquisto non potrebbero emergere, pertanto sono oppugnabili entro 8 giorni dalla scoperta ed entro un anno dall’acquisto ex art. 1490 codice civile, con la successiva restituzione dell’animale e della somma pagata. E’ dovere del compratore informare il venditore della presenza del vizio al suo manifestarsi, e comunque entro i termini stabiliti dalla legge, a pena della decadenza di ogni azione. La materia è disciplinata principalmente dall’articolo 1496 del Codice Civile e dagli “usi locali”.

I vizi redibitori sono:

alcuni usi locali riconoscono come vizio redibitorio anche la rusticità eccessiva (mordere, tirar calci, restìo)

Non sono contestabili i vizi che erano visibili nel momento dell’acquisto.

Per poter trasferire la proprietà, è necessario che il venditore rilasci al compratore un modulo per il passaggio di proprietà, che poi andrà registrato presso l’APA della provincia di pertinenza. Ogni cavallo ha una destinazione finale d’uso dichiarata all’APA. Se un cavallo è destinato alla produzione di alimenti, può essere sempre messo “a vita”, ma la procedura al contrario non è permessa.

Inoltre, prima di stipulare il contratto di acquisto, sarebbe bene provare per un periodo (se possibile trenta giorni) il cavallo presso la propria scuderia di fiducia. In questo periodo di prova è possibile verificare la reale attitudine dell’animale ed è assolutamente vietato porre in essere atti modificatori del cavallo, dal semplice taglio di criniera, ferratura o quant’altro. Questi atti manifestano l’intervento sul cavallo come se un soggetto ne fosse già proprietario, pertanto, possono far obbligare l’acquisto dell’animale, o ad un eventuale richiesta di risarcimento del danno. Il cavallo in prova nelle condizioni in cui è stato preso, deve essere restituito. Eventuali modifiche potrebbero far saltare l’atto di compravendita con l’attribuzione delle rispettive responsabilità.

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