Adesso è ufficiale. Antonella Bundu è fuori dal Consiglio regionale della Toscana. La candidata di Toscana Rossa alle ultime elezioni regionali aveva superato personalmente lo sbarramento del 5%, ma la lista a suo sostegno era rimasta sotto la soglia prevista dalla legge elettorale.
Dopo il risultato elettorale erano stati presentati diversi ricorsi. Nella mattinata di oggi il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso avanzato da Toscana Rossa, la coalizione che comprendeva anche Rifondazione Comunista, Potere al Popolo e Possibile.
Una decisione che lascia molta amarezza. Bundu ha spiegato che il Consiglio di Stato ha riconosciuto come “astrattamente plausibile” l’interpretazione sostenuta dai ricorrenti. Tuttavia, i giudici hanno ritenuto che la legge elettorale toscana esprima in modo preciso la volontà di non attribuire alla lista i voti espressi esclusivamente per il candidato presidente, anche nel caso in cui quest’ultimo sia collegato a una sola lista.
Secondo Bundu, la sentenza aumenta la frustrazione di quanti, durante lo scrutinio, avevano accolto con sorpresa l’esito della consultazione. In particolare, molti elettori avevano ritenuto illogico che una sola X apposta sul nome della candidata, senza il voto al simbolo della lista Toscana Rossa, non fosse sufficiente a contribuire al raggiungimento della soglia necessaria.
La vicenda giudiziaria è quindi conclusa? Non del tutto. Bundu ha annunciato che valuterà insieme agli avvocati Puliti e Viciconte i possibili passi successivi. Resta però evidente il rammarico per una decisione che chiude, almeno per il momento, la possibilità di entrare nell’assemblea regionale.
“Non recriminiamo – ha concluso Bundu – ma rivendichiamo un modo di fare politica che spiega le ragioni di questa scelta e che rende ancora più evidente la necessità di uno spazio di alternativa, ancora più necessario dopo questa sentenza”.
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