Aggredirono famiglia rom: due arresti

I carabinieri hanno eseguito nei confronti di due fratelli di 26 e 28 anni, residenti nel campo nomadi del Poderaccio a Firenze, una misura di custodia cautelare in carcere per minacce e lesioni personali aggravate. Avrebbero infatti aggredito un’intera famiglia armati anche di oggetti contundenti e coltelli nel corso di una lite nel campo nomadi del Poderaccio a Firenze, provocando gravi ferite al capofamiglia: 70 giorni la prognosi.
Secondo quanto ricostruito dai militari, l’aggressione avvenuta lo scorso 20 settembre sarebbe scattata per futili motivi. Il ventiseienne, in stato di alterazione, si sarebbe lamentato di uno sguardo del capo famiglia, considerato di sfida. In un primo tempo avrebbe minacciato di ucciderlo e di bruciare la sua casa. Poi, insieme al fratello, sarebbe passato alle vie di fatto, aggredendo la famiglia mentre stava festeggiando un compleanno fuori dall’abitazione: erano riuniti padre, madre e i 15 figli, età tra i 10 mesi e i 22 anni.

Una prima aggressione sarebbe stata interrotta dalla polizia. Poco dopo però ne sarebbe scattata un’altra, nel corso della quale i due fratelli avrebbero colpito il capo famiglia anche con un bastone e con una sedia, picchiandolo anche con pugni in testa fino a fargli perdere i sensi e poi continuando a saltargli sopra mentre era a terra svenuto. Feriti in modo meno grave anche altri componenti della famiglia, colpiti anche con un coltello. I fratelli non avrebbero risparmiato neppure la figlia 11enne intervenuta in difesa del padre, colpendola con pugni. In totale furono cinque i feriti. La ricostruzione dei fatti, spiegano i carabinieri, si è basata sia sulle informazioni rese dai presenti che sui documenti redatti dal personale medico all’atto delle cure. Gli arrestati sono stati condotti nel carcere di Sollicciano.