SIENA – Un gesto di violenza inaudita ha sconvolto una partita del campionato provinciale Allievi Under 17, trasformando una normale domenica di sport in un caso destinato a lasciare il segno. Un arbitro di soli quindici anni è infatti rimasto ferito dopo essere stato aggredito al termine dell’incontro tra Monteroni e Colligiana, conclusosi in un clima di tensione esplosiva.
Secondo quanto stabilito dal giudice sportivo, il dirigente del Monteroni Francesco Palermo sarà fermato per tre anni, accusato di aver colpito il giovane direttore di gara negli istanti finali del match. La partita era sul 2-2 quando, su punizione, la Colligiana è riuscita a segnare il gol del 3-2 proprio allo scadere. Un episodio che ha fatto precipitare gli animi.
Prima ancora che l’arbitro potesse sancire la fine del gioco, Palermo avrebbe fatto irruzione in campo, spingendo con forza il quindicenne sul fianco destro e facendolo cadere a terra. Colpo che, secondo la ricostruzione, ha impedito all’arbitro di proseguire, costringendolo a fischiare la conclusione con una trentina di secondi d’anticipo.
La decisione del giudice sportivo è stata severa: 0-3 a tavolino in favore della Colligiana e un punto di penalizzazione al Monteroni. Nel lungo elenco delle sanzioni spicca anche la squalifica fino al 10 febbraio 2026 per Dorian Alushi, tesserato Colligiana, che sarebbe entrato in campo durante la rissa colpendo il massaggiatore avversario con la bandierina, fortunatamente senza provocare lesioni visibili.
Il comunicato settimanale della Figc ricostruisce con precisione i momenti concitati: dopo la rete del vantaggio, il dirigente del Monteroni si sarebbe scagliato verbalmente contro un giocatore rivale. L’arbitro, nel tentativo di placare gli animi, si è avvicinato alle panchine, ma è stato raggiunto di corsa e spinto con violenza. A quel punto è esplosa una rissa che ha coinvolto calciatori e dirigenti di entrambe le società. Mentre era ancora a terra, il giovane direttore di gara sarebbe stato colpito di nuovo, questa volta alla gamba e alla testa, senza riuscire però a riconoscere gli autori dei gesti.
Data l’impossibilità di individuare tutti i responsabili, il giudice sportivo ha disposto la trasmissione degli atti alla Procura federale, che ora dovrà approfondire la vicenda.
Parallelamente alla giustizia sportiva, procede anche quella ordinaria. La famiglia del baby arbitro, assistita dall’avvocato Duccio Panti, ha infatti presentato denuncia ai carabinieri, denunciando non solo l’aggressione ma anche le conseguenze fisiche e psicologiche riportate dal quindicenne, che avrebbe riportato una seria lesione all’udito.



