“Aiutate mio fratello”, dopo ore di ricerche si scopre che era tutto falso

ISOLA D’ELBA- «Aiutate mio fratello». È partita dalla zona amiatina – la notte di domenica – una richiesta d’aiuto per soccorrere un uomo in difficoltà, in balia delle onde in mare aperto. Dopo aver battuto un bel tratto di mare di fronte a Portoferraio si è scoperto che era un falso allarme.

Il tizio, quasi certamente ubriaco, si è dato abbastanza da fare per mobilitare i soccorsi inventandosi di sana pianta tutta la storia. E si è scoperto che l’aveva fatto già altre volte. A notte fonda ha chiamato i carabinieri alla centrale di Grosseto, poi è stato messo in contatto con i vigili del fuoco che a loro volta hanno allertato la Capitaneria di porto. Erano le 2,46 di notte quando è arrivata la segnalazione alla sala operativa della Capitaneria di porto di Portoferraio. L’uomo ha raccontato che c’era un barca in difficoltà nel canale di Piombino con quattro persone a bordo, una delle quali suo fratello, e ha detto di chiamare da Bagnolo, nel comune di Santa Fiora. La Guardia Costiera dell’Elba ha fatto di tutto per riscontrare la segnalazione e verificarne la fondatezza. La conversazione telefonica non si è rivelata tuttavia precisa, anzi. In più punti contraddittoria.

Sono partite le ricerche. La Capitaneria ha avviato tutte le ricerche, che sono durate a lungo, in piena notte, senza alcun esito. Dopo due ore l’attività è stata sospesa e la segnalazione giudicata priva di fondamento. Successive attività di controllo hanno permesso di scoprire che il tizio che ha dato l’allarme era già noto ed era già stato segnalato per precedenti falsi allarmi, la cui inconsistenza è stata verificata e smontata dalla Guardia Costiera.